Ballavano sull'aia, furono bombardati. A Vesimo il ricordo delle 35 vittime
Redazione Online
|3 anni fa

Alla trattoria di Vesimo c’è l’ultima testimone sopravvissuta alla strage, Eleonora Ada Zuffi. Solo per un miracolo nell’orrore delle bombe sganciate all’improvviso da “Pippo” non si fece quasi nulla, aveva 8 anni, era una bambina nel 1944, la quinta estate di guerra, ma dal dolore perse i sensi quella sera del 20 agosto, si risvegliò tra i morti: furono 32 in quell’aia dove i giovani provavano a ballare per una sera spensierati, altri quindici i giovani feriti. Venne praticamente cancellata una generazione.
Sabato le amministrazioni comunali di Zerba e Ottone, con i Carabinieri, hanno ricordato la strage di Vesimo e dedicato un pensiero commosso alle vittime. La messa è stata celebrata dal parroco don Enzo Manici.
“Pippo” faceva parte dell’operazione Night Intruder lanciata dagli Alleati; le lampade all’acetilene sull’aia, nel coprifuoco, furono avvistate da un solitario cacciabombardiere alleato che stava sorvolando la zona. Sul luogo del bombardamento oggi ancora sorgono, a fianco della stele commemorativa, trentadue alberi in ricordo delle altrettante vittime.
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