Barbieri: "Troppa confusione, chiediamo uniformità". Videoconferenza con Bonaccini
Redazione Online
|5 anni fa

Il nuovo decreto ministeriale consente ai sindaci di chiudere al pubblico, dopo le 21, vie o piazze nei centri urbani dove si potrebbero creare assembramenti. Il primo cittadino di Piacenza, Patrizia Barbieri, si confronterà in videoconferenza alle 18 con il presidente della Regione Stefano Bonaccini, i sindaci delle città capoluogo, i presidenti delle province per fare chiarezza sulle disposizioni del dpcm e sugli effetti. “C’è molta confusione – ha dichiarato Patrizia Barbieri – ci siamo già sentiti in mattinata con altri sindaci. Abbiamo bisogno di chiarimenti. Vogliamo dare uniformità al territorio con scelte che non siano rimesse a interpretazioni individuali e che potrebbero creare problemi. Si rischierebbe di produrre ulteriore confusione e di non prendere provvedimenti che vadano davvero a tutela della salute e a sostegno delle attività che hanno bisogno di lavorare”.
A tal proposito gli esercenti chiedono più controlli.
“I controlli sono stati intensificati – specifica il sindaco -. Io faccio però anche appello al buon senso delle persone. Un comportamento corretto va nell’interesse della salute propria e di tutta la collettività. Il comportamento sconsiderato va a ricadere anche sull’economia, in particolare nei confronti di chi ha dovuto anche sostenere spese per adeguarsi ai protocolli per poter continuare a lavorare. A causa dell’irresponsabilità di alcuni non vogliamo essere costretti a interventi più incisivi. Non vogliamo tornare alla scorsa primavera”
“I controlli sono stati intensificati – specifica il sindaco -. Io faccio però anche appello al buon senso delle persone. Un comportamento corretto va nell’interesse della salute propria e di tutta la collettività. Il comportamento sconsiderato va a ricadere anche sull’economia, in particolare nei confronti di chi ha dovuto anche sostenere spese per adeguarsi ai protocolli per poter continuare a lavorare. A causa dell’irresponsabilità di alcuni non vogliamo essere costretti a interventi più incisivi. Non vogliamo tornare alla scorsa primavera”
Il presidente dell’Anci, associazione nazionale comuni italiani, Antonio Decaro, ha parlato di “scorrettezza istituzionale per l’approvazione di una norma di cui non si era discusso”. “I sindaci non si sottraggono alla responsabilità ma ci è sembrato un modo per scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci davanti all’opinione pubblica”.
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