Bot in mostra alla Fondazione, 400 opere che conquistano il pubblico
Redazione Online
|10 anni fa

Una forchetta con spaghetti di metallo, guerrieri africani di plastica e ferro, nature morte colorate, accese, dalle linee nette e decise, vele, aerei, animali fantastici morfologicamente inquietanti, ritratti di cartone, vernice e legno. C’è tutto Bot nella mostra allestita a Palazzo Rota Pisaroni in via Sant’Eufemia dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Le quasi 400 opere dell’artista piacentino, esposte fino al 22 novembre, ritraggono un’anima inquieta, sperimentatrice, complessa, mai doma. Barbieri Osvaldo “Terribile”, Bot, appunto, ha giocato durante la sua carriera con colori, materiali, fotografie, poesie, manifesti legandosi al Futurismo di Marinetti, e spesso superandolo, in una costante e irrequieta ricerca dell’inesprimibile. Come quando affronta il tema della prima guerra mondiale, da lui combattuta, con quadri dai tratti violenti e truci da dove fuoriescono rami di metallo densi come tentacoli. O come quando anticipa l’Informale creando e maltrattando sculture di donne e oggetti partendo da materiali poveri e riciclati. Un mondo rivisto, ridisegnato, sporcato, creato e, allo stesso tempo, distrutto da una mente in continuo movimento, mai sfinita.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Tende, polenta e bersaglieri: le nozze di Enrico e Anna, una sagra di paese
2.
Ausl, nuova commissione disciplinare. L’onda dei licenziamenti che continua
3.
Dopo 50 anni riapre la stalla del nonno: «Ricchezza è produrre ciò che mangio»
4.
Barberino, dopo 11 anni l’acciaio “ricuce” la ferita: s'intravede il nuovo ponte





