Confedilizia: "Emergenza sì, ma la causa principale è la carenza di immobili"

Intervento della sezione piacentina dell'associazione in riferimento a quanto pubblicato da Libertà e a commento dei dati del Ministero sugli sfratti

Redazione Online
|7 ore fa
Confedilizia: "Emergenza sì, ma la causa principale è la carenza di immobili"
2 MIN DI LETTURA
"Al di là dell’emergenza casa – che nella nostra città, oltre che dalla crisi economica in atto, è causata anche dalla assoluta indisponibilità di immobili, sia di privati che pubblici – i dati relativi alle procedure di rilascio degli immobili ad uso abitativo, riferiti al 2025, forniti dal Ministero dell’interno e commentati dai sindacati degli inquilini, devono essere letti attentamente e rappresentati per quello che sono".
E' Confedilizia Piacenza a specificarlo, a commento dei dati del Ministero sugli sfratti. dopo la pubblicazione su Libertà dell'articolo "Sfratti in aumento a Piacenza, uno ogni tre giorni. «Anche con uno stipendio oggi sei povero»". 
"I dati vanno letti a fondo, è vero che c’è stato un aumento in termini di percentuale ma se guardiamo i numeri rimaniamo pur sempre una delle Province che registra i dati più bassi nell’ambito della Regione Emilia-Romagna - si legge ancora nella nota -, stessa cosa nei confronti delle città fuori Regione vicine a noi. Per esempio per il numero di provvedimenti emessi, dopo Ravenna e Ferrara, Piacenza è quella che in Regione ha fatto registrare i dati più bassi. E per quanto riguarda gli sfratti effettivamente eseguiti, in Emilia-Romagna solo Forlì-Cesena e Rimini ne hanno fatti registrare meno di noi".
"Poi se confrontiamo per esempio i 124 sfratti eseguiti di Piacenza con quelli delle città limitrofe come Parma (226) e Pavia (564) o di altre città vicine come Alessandria (201), Bergamo (360) e Brescia (530) vediamo che lì i numeri sono nettamente più alti. Questo non significa che non ci siano problemi, le difficoltà a pagare i canoni ci sono, ed è la situazione generale di crisi a far sì che si faccia fatica a pagare l’affitto così come le bollette e tutto il resto - prosegue Confedilizia Piacenza -.In merito all’accesso alla casa però uno dei problemi principali di Piacenza oggi – come hanno detto giustamente anche i rappresentanti dei sindacati inquilini – è l’impossibilità di reperire immobili. Come abbiamo fatto notare più volte negli ultimi anni infatti l’aumento esponenziale degli studenti e dei docenti universitari ha in pratica azzerato l’offerta di immobili, per cui è difficile per tutti, studenti, lavoratori, famiglie, ecc. trovare una casa".
"Va da sé che i proprietari si indirizzino verso questa categoria, dove le garanzie sono maggiori in quanto la morosità nella locazione a studenti è quasi nulla e vi sono altresì più certezze riguardo alla possibilità che l’immobile si renda libero a fine locazione. Non si può però demonizzare questa situazione, perché gli studenti rappresentano anche una risorsa, che sta portando altresì beneficio al centro storico ed alla città in generale. Bisogna però che anche il pubblico, a livello locale, faccia la sua parte per riuscire a trovare una collocazione adeguata al maggior numero di studenti possibile, in modo da poter liberare quanti più immobili possibili del privato da destinare poi anche alle altre categorie di conduttori".
"A Piacenza per fortuna la maggior parte del mercato è coperta dai canoni concordati -prosegue il comunicato -, regolati dall’Accordo sottoscritto dalla Confedilizia e dai sindacati inquilini, questo sia per le esigenze abitative ordinarie sia per i contratti transitori per lavoro e per studenti universitari, e ciò fa sì che il canone comunque, non solo quello a canone concordato ma anche quello di mercato, rimanga contenuto entro certi limiti rispetto ad altre realtà vicine. Ma – come detto – le difficoltà comunque ci sono, stante la situazione di crisi generale, per cui, oltre agli interventi già auspicati a livello locale, bisogna trovare dei correttivi di carattere generale".
"Anche le soluzioni in via generale vanno ovviamente ricercate nel lato pubblico e la strada intrapresa dal Governo italiano è certamente perfettibile ma è quella giusta - conclude Confedilizia Piacenza -: riqualificazione di sessantamila alloggi popolari vuoti, programma di edilizia integrata con i privati, accelerazione degli sfratti per dare fiducia ai proprietari e ampliare l’offerta privata di abitazioni in affitto. Se a ciò si affiancasse, come ventilato, il dimezzamento dell’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato, si compirebbe un ulteriore passo in avanti, specie se l’occasione venisse colta per estendere tale regime a tutti i Comuni italiani, superando l’attuale incomprensibile limitazione. Sempre sul piano fiscale, inoltre, non andrebbe dimenticato il carico dell’Imu, sul quale si potrebbe intervenire incrementando la vigente riduzione del 25% dell’imposta dovuta in caso di utilizzo degli affitti calmierati".