Una marea di auto per le castagne: «È furto, certi boschi sono privati»
Briggi, a Cattaragna: «Tre quintali di castagne portati via in un fine settimana»
Nadia Plucani
|2 ore fa

Vietata la raccolta castagne
La storia si ripete, da tempo immemore, ogni anno, in autunno, quando arriva il tempo delle castagne. I boschi di Ferriere, come in altre zone del territorio piacentino in cui sono presenti i castagneti, sono spesso frequentati da chi ama stare nella natura, fare le passeggiate, e le castagne.
In questo periodo i colori dei boschi sono meravigliosi, meritano una visita per il loro foliage. Raccogliere le castagne è un passatempo per tanti, un modo per fare qualche soldino per altri, mentre per alcuni proprietari dei castagneti viene considerata come una razzia dei propri beni.
Non tutti i castagneti infatti permettono la raccolta al pubblico perché possono essere di proprietà privata. Lo evidenzia Paolo Briggi, già consigliere provinciale, originario di Cattaragna, in Valdaveto, nel comune di Ferriere.
«Ci troviamo ogni anno nella stessa situazione – osserva Briggi –, con persone che continuano ad arrivare pensando che questi boschi siano di libero accesso. Ma non è così. Tutti i boschi sono di proprietà privata, o dei comunelli. Sono come i campi di frumento o di pomodoro che troviamo in pianura, che hanno un proprietario. Se io ho bisogno di verdura la vado ad acquistare da chi la coltiva o nei negozi. E così si dovrebbe fare per le castagne. La proprietà privata della montagna dovrebbe avere lo stesso rispetto».


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