«Caccia e tutela ambientale non si contrappongono»
Lo affermano Tagliaferri e Maloberti (FdI) a commento della sentenza del Consiglio di Stato sul valore dei pareri dell'Ispra alle Regioni
Redazione Online
|2 ore fa

«Per troppo tempo ogni indicazione ISPRA è stata utilizzata come se costituisse automaticamente un veto. La scienza deve supportare le decisioni, ma non può essere trasformata in un’arma ideologica contro il mondo venatorio. Autonomia regionale significa responsabilità, non arbitrio». Lo affermano, in un comunicato congiunto, Giancarlo Tagliaferri, consigliere di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro ed esponente di Fratelli d’Italia, relativo al recente pronunciamento del Consiglio di Stato sul calendario venatorio 2025/2026 della Regione Marche.
La decisione interviene su una questione centrale nel dibattito sulla gestione faunistico-venatoria: il ruolo del parere ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e la possibilità per le Regioni, nei casi consentiti dalla normativa, di assumere decisioni differenti quando siano supportate da un’adeguata istruttoria e da solide motivazioni tecnico-scientifiche.
Nel comunicato viene inoltre richiamata la necessità di aggiornare la legge 157/1992 alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi trent’anni nella fauna, nell’agricoltura, nel territorio e nelle esigenze di gestione, sostenendo il percorso promosso dal ministro Francesco Lollobrigida.
Tagliaferri e Maloberti sottolineano infine il ruolo dei cacciatori nella gestione faunistica e nel presidio del territorio, respingendo la contrapposizione ideologica tra attività venatoria e tutela ambientale.
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