Storie di voi, l'ingegnera Silvia Migliorati che vuole aiutare altre ragazze a crederci
La professionista piacentina racconta il suo percorso in un settore ancora a prevalenza maschile e l'impegno per aprire nuove strade alle giovani

Marcello Tassi
|2 ore fa
«Vorrei essere quella presenza femminile in una sala riunioni che io stessa avrei voluto trovare quando ho iniziato a lavorare». Silvia Migliorati sorride mentre ripensa ai primi anni della sua carriera, quando, giovane ingegnera, si trovava spesso a essere l'unica donna attorno al tavolo. Oggi quella stessa esperienza è diventata una missione: aiutare altre ragazze a credere che anche i settori tradizionalmente maschili possano diventare il loro posto nel mondo. È lei la protagonista della nuova puntata di "Storie di voi", in onda oggi nelle edizioni del TGL delle 13.15 e delle 19.30 su Telelibertà (canale 76).
Piacentina di Villanova, laureata in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio all'Università di Parma, dal 2011 lavora in Sicim, azienda internazionale con sede a Busseto specializzata nella progettazione e costruzione di infrastrutture energetiche. Dal 2019 ricopre il ruolo di Environmental & Sustainability Manager, occupandosi di sostenibilità ambientale, sociale e governance. Un percorso che l'ha portata, poche settimane fa, a ricevere a Parigi il premio internazionale Industry Ambassador ai Women in Pipe Award, riconoscimento dedicato alle professioniste che promuovono concretamente il ruolo delle donne nel settore delle condotte e delle tubazioni.
«Mi sono candidata perché volevo fornire un esempio concreto di professioniste che nel proprio campo ce la fanno con soddisfazione e determinazione. Vorrei dare un contributo a ridurre quello che viene chiamato "dream gap", cioè la distanza tra i sogni delle ragazze e la reale possibilità di realizzarli». Una convinzione maturata anche attraverso la propria esperienza. «Lavoro in un settore ancora a prevalenza maschile. Mi è capitato più di una volta di sentirmi chiamare "signorina", mentre un collega - magari non ancora laureato - veniva automaticamente definito "ingegnere". Sono piccole cose, ma fanno capire che rappresentanza e riconoscimento non sempre procedono insieme».
Proprio per questo Silvia ricorda con gratitudine una collega incontrata agli inizi della carriera. «Vederla in riunione, competente e autorevole, mi ha fatto sentire legittimata a occupare quello spazio. Ho pensato che, se un giorno fossi riuscita a fare lo stesso per qualcun'altra, sarei stata davvero soddisfatta». La passione per l'ambiente l'accompagna fin da ragazza. «Quando è arrivato il momento di scegliere l'università è stato tutto molto naturale. Mi ha sempre affascinato il rapporto tra ciò che l'uomo costruisce e l'ambiente che lo circonda». Oggi quello stesso interesse si traduce in un lavoro che guarda al futuro, senza dimenticare il valore dell'inclusione. «Credo sia fondamentale offrire opportunità ed esempi concreti alle ragazze che si affacciano al mondo del lavoro. Anche nei settori che vengono ancora considerati poco femminili, lo spazio c'è. Bisogna solo avere il coraggio di occuparlo».
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