"Mi sono inventata tutto". Uomo assolto dall'accusa di violenza sessuale

La ragazza, allora minore di 14 anni, aveva accusato il compagno della madre. Cinque anni dopo la ritrattazione in tribunale. "Ero gelosa" la giustificazione ai giudici

Paolo Marino
Paolo Marino
|57 minuti fa
Il Tribunale di Piacenza
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«Mi sono inventata tutto». Con queste parole una ragazza, oggi diciottenne, ha di fatto deciso l’esito di un processo per violenza sessuale a carico del compagno della madre. Un’accusa aggravata dal fatto che la vittima non aveva ancora quattordici anni. Alla luce della ritrattazione della persona offesa, l’uomo di 36 anni è stato assolto.
I fatti oggetto del processo risalgono al 2021. Secondo l’accusa, l’imputato, difeso dall’avvocata Daniela Pelizzari, aveva toccato la giovane nelle parti intime, approfittando di un momento in cui la madre era assente da casa. La ragazza, all’epoca dodicenne, aveva raccontato ad alcuni familiari e alla madre stessa di aver subito degli abusi. Ne era scaturita un’indagine. L’adolescente era stata ascoltata in forma protetta con l’ausilio di un neuropsichiatra infantile e il suo racconto, in quella occasione, era stato ritenuto attendibile.
Dopo cinque anni, la vicenda è approdata in tribunale. E in questa sede è arrivata la sorpresa. La giovane, che nel frattempo è diventata maggiorenne, ha rivelato che il suo racconto era falso. «Ho inventato tutto perché ero gelosa di mia madre», ha spiegato la testimone ai giudici.