Multa di 2.500 euro per la foto con la divisa nazista

Il colonnello Fuochi, ex comandante di San Damiano, ha patteggiato in tribunale. Era accusato di propaganda alla discriminazione razziale e di detenzione illegale di munizioni

Ermanno Mariani
|2 ore fa
Multa di 2.500 euro per la foto con la divisa nazista
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Il colonnello dell’Aeronautica in pensione Giovanni Fuochi, accusato di aver postato su un social network una fotografia che lo ritraeva con indosso un’uniforme tedesca della Wehrmacht ha patteggiato una multa di 2.500 euro.
«Il mio assistito non è stato processato per accuse che sono state divulgate dalla stampa a suo tempo», ha detto l’avvocato Ugo Carminati, da noi contattato ieri. Il patteggiamento ha riguardato l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e l’accusa per detenzione illegale di munizioni, e per una questione amministrativa riguardante la sua sciabola d’ordinanza.
«Il colonnello Fuochi ha scelto di essere ascoltato prima della chiusura delle indagini dal magistrato», ha detto ancora l’avvocato difensore. «Ha risposto a tutte le domande che gli sono state rivolte, ammettendo i fatti, e ha chiarito. Ha quindi patteggiato una sanzione perché questa vicenda è finita con la classica tempesta in un bicchiere d’acqua».
I fatti che hanno portato al patteggiamento erano avvenuti nell’estate di due anni fa. Il colonnello Giovanni Fuochi, in passato al comando dell’aeroporto militare di San Damiano, aveva postato sui social una sua immagine in divisa tedesca.
Durante la perquisizione nella sua abitazione, la polizia aveva sequestrato la divisa della Wehrmacht, unica ritrovata in casa, oltre ad alcune armi regolarmente detenute, tra cui una replica di una pistola Luger L8. Erano stati trovati anche alcuni cimeli fascisti, come un calendario dedicato a Mussolini e una bandiera della Repubblica sociale italiana, ma anche un’uniforme della Raf, l’aviazione inglese.
La notizia del post era stata divulgata da «Libertà», accompagnata da un’intervista a Fuochi. L’ex militare aveva rivendicato il contenuto pubblicato sul social. «Colleziono uniformi e volevo dire “sveglia”, un po’ come Vannacci», aveva detto.