La truffa finisce in rapina, ma perde il cellulare e viene tradito dai selfie
In manette l'autore del colpo, un 44enne residente a Napoli: l'indagine della Squadra Mobile della Questura di Piacenza
Redazione Online
|1 ora fa

Si spacciava per un agente di polizia per mettere a segno truffe che, quando venivano scoperte dalle vittime, degeneravano in vere e proprie rapine. È questo il modus operandi di un uomo di 44 anni, residente a Napoli, arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Piacenza al termine di una rapida indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica. L’uomo è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina.
La vicenda risale al 29 luglio scorso, quando il truffatore (fingendosi ispettore di polizia) ha contattato un’anziana coppia di Piacenza. Attraverso un articolato stratagemma, ha raccontato che l’auto di famiglia risultava coinvolta in una rapina in gioielleria, convincendo il marito a recarsi da solo presso la vicina questura di Lodi per le opportune verifiche. Durante il viaggio, l’uomo è stato trattenuto al telefono per tutta la durata dello spostamento. Nel frattempo, il finto poliziotto ha raccolto informazioni dettagliate sull’abitazione, dove la moglie era rimasta sola. Poco dopo, la donna è stata nuovamente contattata dal truffatore, riferendole che il marito si trovava in stato di arresto e che sarebbe arrivato a controllare che i gioielli presenti in casa non fossero provento di una rapina. Il truffatore ha quindi inviato un ignaro fabbro presso l’abitazione della vittima, con l’obiettivo di riuscire ad aprire la cassaforte contenuta in una stanza blindata. A quel punto, si è presentato in casa dichiarando di essere un poliziotto e - dopo aver avuto accesso alla camera blindata - si è impossessato dei numerosi gioielli custoditi nella cassaforte, per un valore complessivo di circa 270mila euro.
La donna, insospettita dal comportamento dell’uomo, che stava sottraendo tutti i gioielli e li stava riponendo in una borsa, ha tentato di chiedere aiuto. Il finto poliziotto, a questo punto, l'ha aggredita, afferrandola per il collo, sottraendole il cellulare con il quale stava cercando di chiamare i soccorsi. Tuttavia, durante la colluttazione, il rapinatore ha perso a sua volta il proprio telefono cellulare. Il dispositivo è stato recuperato dai veri poliziotti delle Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Piacenza, intervenuti dopo l’allerta della Questura di Lodi, dove il marito si era effettivamente presentato. La Squadra Mobile di Piacenza ha quindi avviato un’indagine, riuscendo in breve tempo a identificare il finto poliziotto, anche grazie alla collaborazione della Squadra Mobile di Napoli. L’analisi del dispositivo perso dal rapinatore ha consentito di rinvenire alcuni selfie scattati dall’uomo nei pressi dell’abitazione della vittima. Attraverso un’attenta analisi dei filmati di videosorveglianza, dei tabulati telefonici del cellulare e delle banche dati in uso, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità del rapinatore e al veicolo utilizzato durante il colpo. Alla luce degli elementi raccolti a suo carico, l’Autorità giudiziaria ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile di Piacenza nel pomeriggio del 14 settembre. Proseguono le indagini per verificare i canali di riciclaggio dei gioielli rubati e accertare l’eventuale coinvolgimento di complici del rapinatore.

