Da Macerato al 110: “Serve un parco ecclesiastico per salvare simboli del territorio”
Redazione Online
|5 anni fa

Ilaria Repetti, 24 anni: una laurea magistrale in giurisprudenza alla Cattolica fortemente voluta, senza rinunciare a vivere a Macerato di Coli, e una tesi in cui si materializza un sogno. Ovvero un “parco culturale ecclesiastico” che coinvolga le chiese, anche quelle dell’Appennino, per salvarle, consolidando la tenace rete del volontariato locale. Anche la chiesa di Macerato, dedicata a San Bartolomeo, da sempre protetta dal monte Armelio, avrebbe bisogno di aiuto: “Soprattutto a queste nostre piccole chiese serve un collante sociale, anche i giovani del territorio dovrebbero comprendere il valore dei simboli del territorio”, spiega la neodottoressa, rimasta in contatto per l’elaborato con il referente dei beni culturali della diocesi architetto Manuel Ferrari, tra i primi a credere nelle possibilità del parco ecclesiastico, ipotesi già sostenuta nel 2016 dalla Conferenza episcopale italiana e in teoria pronta ad avere “gambe” prima del Covid che a Piacenza ne ha fermato lo sviluppo.
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