Armanda, da City Life a Santa Maria: "Finalmente respiro"
Paradisi, diventata volontaria Auser al museo Mazzolini di Bobbio, è la prima protagonista della nostra rubrica estiva dedicata ai villeggianti. Lo scorso settembre ha scelto di restare in valle

Elisa Malacalza
|3 ore fa

Armanda Paradisi volontaria al museo Mazzolini a Bobbio - © Libertà/Elisa Malacalza
Da villeggiante, figlia di villeggianti, alla scritta "Santa Maria di Bobbio" alla voce residenza sulla carta d’identità. Armanda Paradisi, superato il primo inverno in paese con la pala fuori dalla porta per la neve, non tornerebbe più indietro. «Da quando non vivo a Milano ho detto addio alle visite dallo pneumologo. Niente più tosse», sorride. Armanda un anno fa ha venduto la casa a City Life, il quartiere dei vip, e non ci ha pensato su due volte: sapeva con certezza cristallina quale fosse l’unico posto nel mondo dove potersi rifugiare dal dolore grande - troppo grande - per la morte dei suoi genitori, a distanza di 11 mesi l’uno dall’altra. Un luogo-bussola: Armanda è salita sull’auto e, arrivata a Santa Maria, ha riaperto la casa delle vacanze e delle sfide a bocce che duravano un’estate. La casa voluta dai genitori, quarant’anni prima: «E pensare che quando l’hanno comprata gli avevo detto "Per quel che ci verrò..." Si dicono tante cose strane nella vita, purtroppo».

Armanda vive della sua pensione: per anni è stata impiegata nel settore degli appalti; poi, si è unita alla passione dei genitori per la cucina. «Tutti cuochi», ricorda, pensando a mamma Luigia e papà Alfredo, che si erano conosciuti nella metropoli dove tutto sembrava possibile, lei pavese, lui arrivato da Foggia. «Il fratello di mio papà, invece, si era innamorato di una donna di Santa Maria, che sarebbe diventata poi mia zia, Olga, della Croce. Così abbiamo conosciuto il paese, fino ad affittare e poi comprare casa, di fronte alla chiesa». A febbraio Armanda ha capito però che poteva dare di più alla sua nuova comunità: «Mi sono detta "Armanda, basta tristezza, il lutto non può farti ammalare, devi darti una mossa". E mi sono buttata nel volontariato, chiedendo informazioni in municipio. Ora sono volontaria Auser».

È il suo il sorriso cordiale quello che si incrocia all’ingresso del museo Mazzolini a Bobbio, dove si passeggia tra i De Chirico e i Giò Pomodoro, tra Boccioni e Manzoni. È lei a chiedere «Secondo voi qual è l’opera preferita della benefattrice Rosa Mazzolini?» e poi a svelare il segreto ai turisti. «Dopo aver lavorato nel settore della ristorazione mi piace il contatto con la gente, ed era quello che un po’ mi mancava. Mi fa piacere se altre persone come me si innamoreranno di Bobbio e della valle, anche se preciso a tutti di non essere una guida».
A Santa Maria intanto, il paese delle origini di Raimundo «Mumo» Orsi, o dove si può incrociare il fratello dell’ «eterno» Franco Battiato pronto a prendere una boccata d’ossigeno nella casa di famiglia, i villeggianti ci sono tutti. «Non si trova una casa in affitto da mesi», sottolinea Armanda. «Per cercarla e prenotarsi, bisogna pensarci già a gennaio, o a volte anche nell’estate precedente». Adesso Armanda ha un sogno nel cassetto: «Vorrei organizzare un corso di ricamo, la mia passione. Penso possa essere adatto a tutti, anche ai bambini». Quei bambini che, qui, dice il cartello, corrono ancora per strada, qui dove il campanile è storto e per questo merita ancora più affetto, dove la polentata è a luglio e la Madonnina all’ingresso del borgo lo protegge da decenni, dove anche un ponte o un sasso ha una storia da raccontare. Dove chi è villeggiante un giorno torna, spalanca le finestre e resta per respirare.
Questa è la prima intervista della «Pagina del villeggiante» , la rubrica di aneddoti, curiosità e consigli che vi terrà compagnia ogni martedì dell'estate su Libertà. Per segnalarci storie di villeggianti: [email protected]
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