Fallisce la truffa telefonica del falso conto dal dentista
Richiesta di prestiti (con Iban) a centinaia di amici di un piacentino a cui è stato hackerato il cellulare. Ma nessuno ci casca
Ermanno Mariani
|2 ore fa

«Ciao, ti dispiacerebbe prestarmi 620 euro? Devo saldare urgentemente il dentista, ma al momento la carta è senza disponibilità. Ti restituisco tutto stasera». Questo il messaggio ricevuto via WhatsApp da centinaia di amici nell’elenco contatti del cellulare del concittadino Alberto Sgorbati il quale, interpellato da noi ieri, ha spiegato che tutti coloro che rispondevano al messaggio (rivelatosi una truffa) ricevevano immediatamente un codice Iban per effettuare il versamento.
«In sostanza - ha raccontato Sgorbati - qualcuno ha hackerato il mio cellulare e centinaia di miei contatti hanno ricevuto a mio nome e dal mio numero questo messaggio di richiesta di denaro”.
Il cellulare hackerato di Sgorbati è rimasto inutilizzabile per ore e la vittima di questo imbroglio, anche quando ha capito cosa stava accadendo, non ha potuto avvisare i suoi amici. Tuttavia, sono stati altri suoi amici a fare circolare l’allarme per lui, e sembra che nessuno sia caduto nel tranello.
«Mio figlio si è poi recato alla polizia postale e successivamente il telefono è ripartito. Molti mi telefonavano per chiedermi cosa fosse successo oppure mi mandavano messaggi chiedendo se avessi bisogno di aiuto. Non pensavo di avere così tanti amici così gentili. È stato davvero bello sentire così tanta solidarietà. Questo imbroglio alla fine è diventato un test sull’amicizia e sulla solidarietà. Tantissimi sono stati quelli che mi hanno chiamato per chiedermi se avessi bisogno di aiuto, oppure mi hanno scritto. Credo che nessuno sia caduto nel raggiro, perché tutti prima di agire hanno cercato di mettersi in contatto con me per capire cosa stava accadendo. Voglio ringraziare mio figlio che mi ha aiutato a sbloccare il telefono e il mio amico Giorgio Lambri per aver postato messaggi sui social e su WhatsApp per evitare che i nostri amici comuni potessero cadere in questa truffa».
La polizia postale, alla fine, è riuscita a risalire ad un numero di telefono dai cui è partito questo imbroglio e ulteriori accertamenti sono in corso per cercare di identificare i responsabili del tentativo di raggiro.
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