Fotovoltaico a Caorso, arriva l’ottavo impianto? «Abitanti assediati»
I consiglieri Codazzi e Radenovski: c’è un altro progetto per terreni a Fossadello, 11 famiglie sarebbero circondate da 9.984 pannelli
Valentina Paderni
|13 ore fa

Il progetto di impianto fotovoltaico che circonda la cascina dove abitano undici famiglie di Caorso
Il territorio comunale di Caorso è una costellazione di impianti fotovoltaici a terra. Come messo in luce da una recente mappa creata dal gruppo consiliare di minoranza “Caorso futura”, tre sono gli impianti storici pre-2021 già realizzati, due quelli autorizzati dal Comune nel 2024 e nel 2025, due quelli in fase di autorizzazione regionale (a Fossadello e in località Rotta a Caorso).
Come se non bastassero, l’azienda Gpc Otto, con sede a Roma, ha proposto di realizzare un impianto a Fossadello, tra la statale e l’autostrada, che andrà ad occupare circa 23 ettari di suolo agricolo (oltre 23 campi da calcio). L’iter che seguirà la pratica è quello di una Procedura abilitativa semplificata (Pas) che, in quanto tale, è di competenza del Comune e dovrebbe avviarsi a metà marzo, se l’ente avrà rilasciato la concessione edilizia per costruire cabine e recinzione, opere funzionali all’impianto stesso. Di atti pubblici al momento non ce ne sono . Sono i consiglieri all’opposizione Antonella Codazzi e Blagoj Radenovski ad aver portato alla luce l’ennesimo impianto fotovoltaico, da circa 6 megawatt picco di potenza, che potrebbe installarsi nel territorio di Caorso.
Un impianto che andrà letteralmente ad avvolgere, ad accerchiare, un borgo rurale dove abitano undici famiglie, con figli. Famiglie che, dicono Codazzi e Radenovski, senza l’intervento del gruppo “Caorso futura” mai avrebbero saputo, se non forse a cantiere avviato, di ritrovarsi con la propria abitazione inserita non più in un piacevole contesto agricolo quanto piuttosto nel cuore di un impianto produttivo che trasforma energia solare in energia elettrica.
I consiglieri di “Caorso futura”, che si dicono non contrari a priori agli impianti fotovoltaici, chiedono «senza strumentalizzazioni politiche ma nella convinzione che i diritti dei cittadini vadano sempre difesi», garanzie e soprattutto trasparenza da parte dell’amministrazione. Garanzie per «ridurre significativamente l’impatto dell’impianto sull’ambiente, con particolare attenzione a mantenere la fertilità del terreno e al paesaggio, nonché sulla qualità della vita delle undici famiglie residenti nell’ex cascina Rossa, letteralmente circondata dallo stuolo recintato di 9.984 pannelli». Trasparenza affinché le famiglie residenti « possano partecipare alla Conferenza di Servizi chiamata a decidere le sorti del progetto, per difendere i propri interessi, esprimere le proprie esigenze e concordare le migliori compensazioni possibili ».
Infine, propongono di portare in consiglio comunale un atto condiviso da sottoporre alla Regione per definire «la percentuale massima di superficie agricola da destinare all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, dato che il territorio di Caorso è attraversato per circa 8 chilometri dall’A21».

