Frode all'Opera Salesiana di Bologna: nei guai 41enne piacentino
Redazione Online
|11 anni fa


Hanno messo a segno una frode informatica da 63mila euro ai danni dell’Associazione Opera Salesiana del Sacro Cuore di Bologna, sottraendo l’ingente importo dall’home banking dell’ente religioso: una truffa intercettata dagli uomini della polizia postale dell’Emilia Romagna che hanno denunciato quattro persone – tre ucraini e un 41enne piacentino – e sono riusciti a recuperare 53mila euro sottratti illegalmente dalla banda.
Ad accorgersi dell’ammanco è stato uno dei frati dell’Opera, che il 28 febbraio è corso alla polizia dopo avere consultato l’estratto conto. Le indagini hanno appurato che si trattava di un tipico caso di “phishing”: i truffatori erano riusciti ad accedere al conto corrente postale dell’associazione, dove finiscono soprattutto le donazioni dei fedeli, grazie alla spedizione di mail ingannevoli, indirizzate al computer dell’Opera Salesiana. In questo modo sono riusciti ad accedere ad alcuni dati sensibili, necessari per attingere contanti dal conto corrente. Da lì sono stati disposti due bonifici per via telematica: uno da 3mila euro, indirizzato al conto corrente del 41enne di Piacenza e un altro più consistente, da 60mila euro, diretto a un istituto bancario di Roma, dove hanno il conto gli ucraini.
Ad accorgersi dell’ammanco è stato uno dei frati dell’Opera, che il 28 febbraio è corso alla polizia dopo avere consultato l’estratto conto. Le indagini hanno appurato che si trattava di un tipico caso di “phishing”: i truffatori erano riusciti ad accedere al conto corrente postale dell’associazione, dove finiscono soprattutto le donazioni dei fedeli, grazie alla spedizione di mail ingannevoli, indirizzate al computer dell’Opera Salesiana. In questo modo sono riusciti ad accedere ad alcuni dati sensibili, necessari per attingere contanti dal conto corrente. Da lì sono stati disposti due bonifici per via telematica: uno da 3mila euro, indirizzato al conto corrente del 41enne di Piacenza e un altro più consistente, da 60mila euro, diretto a un istituto bancario di Roma, dove hanno il conto gli ucraini.
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