Inaugurato un nuovo defibrillatore a Turro. Superata quota 580
Redazione Online
|11 anni fa

Con il defibrillatore inaugurato nei giorni scorsi a Turro di Podenzano, la rete di Progetto Vita supera quota 580. Numeri destinati a crescere e che fanno di Piacenza e provincia, uno dei territori più cardiologicamente protetti. Questa volta l’apparecchio salvavita è stato posizionato all’esterno dell’oratorio della chiesa di San Savino della piccola frazione. La grande mobilitazione da parte dei cittadini, coordinati dal medico Maurizio Mezzadri, ideatore dell’iniziativa, in collaborazione con i maestri della locale scuola di ballo, Paolo e Mirella, ha consentito la raccolta fondi e il successivo acquisto dell’importante dispositivo. Inaugurato alla presenza del vice presidente di Progetto Vita Giancarlo Bianchi e del consigliere Salvatore Mancuso, la cerimonia ha visto la partecipazione del parroco di Turro e Gariga don Gianni Bergomi, oltre ovviamente a numerosi abitanti del paese visibilmente soddisfatti. E tanti di loro, nei mesi scorsi, hanno ottenuto l’abilitazione all’utilizzo grazie ai corsi organizzati sul territorio dall’associazione della presidentessa Daniela Aschieri. A Casaliggio, Calendasco e Gossolengo gli ultimi tre casi di intervento registrati e, soprattutto, di salvataggio di persone colte da crisi cardiache e rianimate grazie al tempestivo utilizzo del Dae. La conta degli scampati ad arresto cardiocircolatorio cresce costantemente: dal 1999, nella sola provincia di Piacenza, sono stati 94 i casi di pazienti tratti in salvo grazie defibrillatori semiautomatici installati in luoghi pubblici, in dotazione ad ambulanze del volontariato o alle forze dell’ordine. La rete di Progetto Vita dunque, continua ad incrementare i propri numeri: entro il prossimo mese di maggio, tutte le società sportive dovranno forzatamente dotarsi di defibrillatore e ottemperare così alla ormai nota “legge Balduzzi”. “Un Dae a disposizione di chi fa sport dovrebbe essere un obbligo morale, più che giuridico” ha commentato Daniela Aschieri a riguardo. Un centinaio circa gli impianti sportivi ancora sprovvisti dell’apparecchio.
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