«Io madre di due gemelli, perché da Mucinasso a 10 km di distanza?»

Le singole denunce confluiscono nelle proteste: ora si fanno sentire altri genitori di Dante-Carducci e docenti della Calvino

Simona Segalini
Simona Segalini
|2 ore fa
Scuola Calvino di via Boscarelli
Scuola Calvino di via Boscarelli
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«Sono mamma di due gemelli, di cui uno fragile, che a settembre dovrebbero iniziare la scuola materna. Abito a Mucinasso. Perché doverli portare a Borghetto, a Gerbido o all’Alberoni a 10 chilometri quando ci sono delle scuole molto più vicine che ci sono precluse dallo stradario?».
E’ uno degli interrogativi - dei tanti interrogativi - che le famiglie del Comune di Piacenza stanno esprimendo, con ferma cortesia, in avvicinamento agli otto nuovi Istituti comprensivi da settembre. Le voci di protesta sugli eventuali spostamenti o trasferimenti non sono poche. Nuove denunce arrivano da un gruppo di genitori della media Dante-Carducci, che comunicano di aver formalmente interpellato la dirigenza scolastica, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Ufficio scolastico regionale e il Comune di Piacenza.
«Un atto necessario - lo definiscono le famiglie - per denunciare l’incertezza sul futuro degli alunni coinvolti nella riorganizzazione dei nuovi Istituti comprensivi».
Il 23 dicembre la dirigente scolastica, Monica Caiazzo, ha inviato una comunicazione a tutte le famiglie in merito ai nuovi Istituti comprensivi, anticipando la convocazione ad un incontro, fissato per il 22 gennaio, con “le famiglie delle due classi prime e seconde interessate dal cambiamento, per definire insieme la fase di passaggio”.
«Nel frattempo, sappiamo tutti che cosa è successo. Il 14 gennaio è seguita una nuova comunicazione in cui la dirigente ha rinviato la definizione delle classi alla metà del mese di febbraio, subordinandola alla formalizzazione delle scelte del personale docente in merito alla sede di servizio. Pur apprezzando il lavoro in corso - affermano - le famiglie rammentano con fermezza quali siano gli ampi diritti di cui godono i minori/studenti , garantiti da numerose normative di rango anche costituzionale. Al momento dell’iscrizione e dell’inizio dell’anno scolastico in corso, le famiglie e gli studenti hanno sottoscritto un Patto educativo di corresponsabilità e preso visione del Piano triennale dell’offerta formativa. Le azioni enunciate infrangono gravemente tali accordi contrattuali e sociali. Le prospettate “riorganizzazioni” sono gravemente illegittime e lesive dei diritti già acquisiti agli alunni e dalle loro famiglie, in particolare il diritto alla continuità e stabilità formativa, scolastica, educativa e sociale».
Ma sulle barricate ci sono anche dei docenti. E’ la volta di un gruppo della Calvino, che ha inviato a Libertà una lettera.