Medici di famiglia, i 72enni in campo per sanare le falle

Dottori “senior” che hanno accettato di prorogare la pensione e rimanere in ambulatorio. Pagani: grave carenza di nuovi ingressi

Simona Segalini
Simona Segalini
|21 ore fa
Medici  di famiglia, i 72enni in campo per sanare le falle
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Esattamente un mese fa sul fronte dell’assistenza primaria e dei medici di famiglia la sanità piacentina aveva presentato il conto: 127 posti da coprire, solo 10 medici a essersi fatti aventi. Oggi , a un mese di distanza, il quadro non dovrebbe aver subìto vistosi mutamenti. Ci sarà da attendere il prossimo bando, presumibilmente nel 2027.
Il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Piacenza Augusto Pagani , non da oggi soltanto, aveva avvistato già da lontano lo tsunami di uscite dalla professione per motivi anagrafici. Ma senza che a livello istituzionale si sia combinato troppo per rendere oggi più appetibile una professione che a quanto pare non stimola - per varie ragioni - nuovi ingressi di camici bianchi.
A Piacenza i medici di famiglia sono circa 200. La soluzione tampone, adottata in Regione Emilia-Romagna, è stata di fornire ai medici di famiglia la possibilità di restare in servizio, in convenzione con l’Ausl, fino a 72 anni anzichè chiudere a 70 (ma già ci sarebbe nell’aria una possibile ulteriore proroga di un anno). Anche a Piacenza c’è chi ha detto sì. Sì a restare in ambulatorio dopo 40 anni, sì a vedere ogni giorno i propri pazienti, che in questi 40 anni di storia sono i figli degli originari.
«Come era previsto - ha dichiarato Augusto Pagani - scontiamo una grave carenza di medici di medicina generale e i motivi sono più d’uno. C’è quello anagrafico, in primis: è in uscita il contingente maggiore, i nati tra il 1950 e il 1960, che stanno lasciando molti posti scoperti e non tutti rimpiazzati. A pesare sull’arrivo di nuove leve c’è stato per lungo tempo il numero insufficiente di borse per il corso di formazione, poco remunerate. Oggi hanno aumentato i posti ma non tutti sono stati aggiudicati».