"Piacenza, numeri da zona bianca grazie a immunità crociata"
Redazione Online
|5 anni fa

“Il rapporto inverso tra la prima e la seconda ondata del Covid – più alta quella di primavera, più bassa quella d’autunno – è stato sistematico, in tutto il territorio nazionale, e non ha riguardato solo alcuni casi isolati”. Il professor Marco Vinceti è cofirmatario della ricerca condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia che ipotizza una relazione inversa tra le prime due ondate pandemiche, citando Piacenza tra i casi più eclatanti.
Vinceti replica alle perplessità esternate nei giorni scorsi su Libertà dal direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Piacenza, Marco Delledonne che invitava a non farsi illusioni sull’immunità di gruppo. Vinceti va oltre affermando che Piacenza oggi “ha numeri quasi da zona bianca – considera – mentre le altre province emiliane “risparmiate” dalla prima ondata questo certo non si verifica”.
“Tra le ipotesi avanzate su questa relazione inversa – spiega Vinceti – anche noi tendiamo ad escludere una più stretta osservanza delle norme anti-contagio: non c’è una popolazione che è stata molto più attenta nei comportamenti. Resta in piedi l’ipotesi avanzata da tanti immunologi su popolazioni che godrebbero di un’immunità “crociata”, cioé con anticorpi non relati direttamente al Covid-19 ma di altri coronavirus più benigni, a partire da quello del raffreddore, che con quello più virulento hanno tanto in comune. Come è tutta da studiare un’immunità cellulo-mediata grazie ai leucociti. Non possiamo dire quale oggi sia la sua incidenza, ma si sospetta sia importante”.
IL SERVIZIO COMPLETO SU LIBERTA’ IN EDICOLA
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

