Poliziotti condannati: Anastasio presenta un esposto contro il dirigente Vernelli
Redazione Online
|12 anni fa


Claudio Anastasio, l’ex capo della Narcotici della Squadra Mobile condannato in primo grado a 20 anni di carcere, ha presentato un esposto in Procura contro il capo di gabinetto della Questura di Piacenza Stefano Vernelli.
E’ l’avvocato di Anastasio, Pietro Porciani, a spiegarne le ragioni:
“Durante il processo pubblico che ha visto imputato il mio assistito, Vernelli aveva negato di essere stato sentito in passato come persona informata sui fatti in merito ad una precisa questione. Proprio nel corso del dibattimento – ha spiegato Porciani – avevo dimostrato che Vernelli non avesse detto la verità. Ho pertanto chiesto alla Procura di procedere nei suoi confronti per falsa testimonianza”.
Contattato da Telelibertà e Libertà.it, Vernelli ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.
Intanto Porciani ha riferito di attendere le motivazioni della sentenza di condanna di Anastasio, per preparare il ricorso in appello che si svolgerà a Bologna.
L’arresto di Anastasio, insieme a quello di altri cinque agenti, risale all’aprile del 2013 nell’ambito di una maxi inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo sullo spaccio di droga e sulla prostituzione.
E’ l’avvocato di Anastasio, Pietro Porciani, a spiegarne le ragioni:
“Durante il processo pubblico che ha visto imputato il mio assistito, Vernelli aveva negato di essere stato sentito in passato come persona informata sui fatti in merito ad una precisa questione. Proprio nel corso del dibattimento – ha spiegato Porciani – avevo dimostrato che Vernelli non avesse detto la verità. Ho pertanto chiesto alla Procura di procedere nei suoi confronti per falsa testimonianza”.
Contattato da Telelibertà e Libertà.it, Vernelli ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.
Intanto Porciani ha riferito di attendere le motivazioni della sentenza di condanna di Anastasio, per preparare il ricorso in appello che si svolgerà a Bologna.
L’arresto di Anastasio, insieme a quello di altri cinque agenti, risale all’aprile del 2013 nell’ambito di una maxi inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo sullo spaccio di droga e sulla prostituzione.
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