"Pugno" teso di patron Orsi: «Salus, ti diamo i nostri spazi»
Dal presidente della Boxe Piacenza toni distensivi, ma non troppo: «Gara trasparente, abbiamo meritato la gestione del palazzetto»

Marcello Tassi
|1 ora fa

L'esterno del palazzetto dello sport di via Alberici
«Vediamo i nostri avversari (li definisce proprio così, ndr) veramente in difficoltà e, proprio per questo, stiamo valutando la possibilità di cedere il nostro attuale spazio per permettere alla Salus di continuare la sua attività agonistica».
Da una parte Antonio Orsi, presidente della Boxe Piacenza, tende "l’asciugamano", provando a tamponare una ferita aperta nel momento più delicato per la storica rivale Salus et Virtus, rimasta senza casa dopo oltre mezzo secolo. Ma dall'altro, le sue parole pesano come montanti ben assestati sulla vicenda che sta infiammando in queste ore le due società di pugilato piacentine.
La vicenda è stata ampiamente riportata da Libertà nei giorni scorsi: il Comune di Piacenza ha indetto un bando per la gestione della palestra del palazzetto di via Alberici per il quinquennio 2026-2030. A presentare offerta sono state le due principali realtà pugilistiche cittadine: Salus e Boxe Piacenza. L’offerta della società presieduta da Orsi ha sopravanzato quella della Salus, determinando il cambio di gestore e il conseguente addio dello storico sodalizio di via Alberici all’impianto che ne ha segnato la storia. In attesa dell’ufficialità, l’assessore allo Sport Mario Dadati ha confermato che la pratica è ancora nelle mani degli uffici comunali. Giovedì 8 gennaio è previsto un incontro tra Comune e società coinvolte per individuare una possibile soluzione.
Ed è qui che, dopo il gesto distensivo, Orsi assesta il colpo diretto. «Siamo super felici che un’amministrazione pubblica, in modo trasparente, abbia deciso di assegnare la gestione di una palestra così bella a chi davvero lo merita». Non manca un ulteriore affondo sulla reazione della Salus: «Mi ha lasciato a bocca aperta un atteggiamento che, da parte della realtà salussina, definisco antisportivo. Si chiede l’elemosina al Comune per non pagare un affitto equo, come accaduto negli ultimi sessant’anni. Noi, invece, per tutto questo tempo abbiamo fatto i salti mortali per stare in piedi, ottenendo risultati incredibili».
In ogni caso, la disponibilità ad aiutare resta. «La soluzione - prosegue Orsi - ancora una volta, l’abbiamo noi. Vedremo se la Salus, da una palestra in un seminterrato di periferia, riuscirà a fare ciò che abbiamo fatto noi».


