Relitto da recuperare: l'impresa dell'archeologo subacqueo piacentino Abelli
Redazione Online
|2 anni fa

Il relitto di un’antica nave romana era sepolto dalla sabbia, ma a pochi metri dalle coste di Marausa, nel Trapanese. Lo aveva individuato un pescatore. A recuperarlo e a condurre la campagna di scavi, il team Dragonera, dell’archeologo subacqueo Leonardo Abelli, nato 49 anni fa a Fiorenzuola dove studiò prima di iscriversi ad Archeologia a Ravenna e di intraprendere un brillante percorso accademico (dottorando e assegnista di ricerca) che lo ha fatto conoscere in tutta Italia (ed oltre) per i suoi scavi, in particolare su Pantelleria. Le sue missioni, negli anni, hanno consentito di ritrovare tanti tesori sepolti. Nella campagna più recente, per il recupero della nave romana del 2 ° sec d.C e del suo carico, ha lavorato insieme alla moglie Maria Vittoria Agosto (anche lei archeologa subacquea) e con due sommozzatori esperti: Battista Mannone e Diego Mileto. Dopo aver recuperato il carico e lo scafo della nave, la vera impresa – unica nel suo genere – è stata quella di rimettere la barca in mare e condurla in mare aperto fino a Marsala, dove c’è un Museo archeologico e un laboratorio di restauro.

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