Sindacati, sit-in davanti alla prefettura per il corriere morto sul lavoro
Il cordoglio di amici e colleghi: «Era una persona super, lui c'era sempre, andando ben oltre l'orario»
Filippo Lezoli
|3 ore fa

È scattata nella mattina del 1 settembre la protesta sindacale davanti alla Prefettura dopo la drammatica scomparsa di Pasquale Andriotta, il corriere in appalto per la multinazionale delle spedizioni BRT, deceduto a soli 42 anni a causa di un improvviso arresto cardiaco.
La tragedia si è consumata lunedì 31 agosto, proprio nell'ultimo giorno del suo contratto di lavoro a termine.
Mentre i colleghi dell'hub logistico di Piacenza-Caorso incrociavano le braccia per uno sciopero mirato a denunciare turni estenuanti, Andriotta aveva scelto di continuare a lavorare, spinto dalla profonda preoccupazione di non ottenere il rinnovo contrattuale. Una fatalità che ha unito in un unico coro di dolore e indignazione le sigle sindacali Filt Cgil, Si Cobas, USB e Uil, riunite in un presidio per chiedere risposte concrete sulla sicurezza e sulla precarietà.
Una delegazione sarà ricevuta in prefettura: l’obiettivo è sensibilizzare le autorità su precariato e turni di lavoro massacranti.
Le testimonianze e le denunce dei sindacati
«Era una persona super, disponibile, qualsiasi cosa gli venisse chiesta lui c'era sempre, andando ben oltre l'orario di lavoro» ricorda commosso l’amico e collega Manuel Perez. «Sapeva che il suo contratto scadeva e anche ieri temeva fortemente che non venisse rinnovato». Le organizzazioni dei lavoratori puntano il dito contro i ritmi insostenibili della filiera delle consegne. Spesso, denunciano i sindacati, i conducenti si ritrovano a dover gestire una media di 130 o 140 pacchi in sole otto ore, con colli che arrivano a pesare anche 30 chili ciascuno.
«Era una persona super, disponibile, qualsiasi cosa gli venisse chiesta lui c'era sempre, andando ben oltre l'orario di lavoro» ricorda commosso l’amico e collega Manuel Perez. «Sapeva che il suo contratto scadeva e anche ieri temeva fortemente che non venisse rinnovato». Le organizzazioni dei lavoratori puntano il dito contro i ritmi insostenibili della filiera delle consegne. Spesso, denunciano i sindacati, i conducenti si ritrovano a dover gestire una media di 130 o 140 pacchi in sole otto ore, con colli che arrivano a pesare anche 30 chili ciascuno.

