Un mese dalla tragica alluvione, la lenta rinascita dei piacentini
Redazione Online
|10 anni fa

E’ passato un mese esatto dalla disastrosa e tragica alluvione del 14 settembre quando, in poche ore, il Nure e il Trebbia, gonfi d’acqua come mai accaduto prima, spazzarono via tutto quello che trovarono sul loro percorso, seminando morte e lasciando ferite nelle strade, nelle case, nel territorio e particolarmente nelle comunità, segni indelebili che – nonostante gli sforzi dei soccorritori e soprattutto della gente colpita – non sono ancora stati cancellati. Due morti e un disperso ancora non ritrovato, danni per 72 milioni di euro (12 dei quali alle strade provinciali) e 200 aziende devastate, molte delle quali costrette a chiudere: questo il bilancio della catastrofe naturale più grave che abbia colpito Piacenza e provincia.
Un dramma che ha avuto come unico aspetto positivo la straordinaria catena di aiuto e solidarietà che si immediatamente attivata per aiutare gli alluvionati e che continua anche a riflettori spenti. Politica e istituzioni si sono mossi immediatamente: dalla Regione sono stati stanziati già pochi giorni dopo l’alluvione 5 milioni, il Governo ha decretato lo stato di emergenza e messo a disposizione 10 milioni di euro, altri 9,5 arrivano dallo sblocco del Patto di stabilità per i Comuni colpiti. Molti lavori sono già iniziati, ma tanti cittadini aspettano con comprensibile trepidazione di sapere se e quando potranno essere risarciti di quanto hanno perso. “La rete dei volontari, seppure fitta e generosa, ovviamente non può bastare: la rinascita sarà lenta, ma abbiamo bisogno di maggiore sostegno”, fanno sapere molti piacentini, che chiedono di vedere le istituzioni più vicine.

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