Vignali sull'Appennino piacentino: «Fuori tempo metà dei soccorsi»

I dati del consigliere regionale di Forza Italia: «Resta la criticità»

Redazione
|2 ore fa
Vignali sull'Appennino piacentino: «Fuori tempo metà dei soccorsi»
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Si torna ad accendere un riflettore sui tempi dei soccorsi sanitari e da maggio a luglio dell’anno scorso risulta che oltre il 54 per cento dei soccorsi del 118 nell’Appennino piacentino sono arrivati al di là dei 18 minuti indicati come tempo target in cui il primo mezzo di soccorso dovrebbe raggiungere il luogo di chiamata.
A diffondere questo dato è Pietro Vignali, presidente del gruppo di Forza Italia in Regione Emilia Romagna. E non è la prima volta che Vignali si occupa dei tempi di risposta alle chiamate di soccorso nelle varie province, già lo scorso anno ha sollevato il tema. Oggi il consigliere torna ad insistere sulla necessità di migliorare i soccorsi sanitari in Emilia-Romagna. «C’è una criticità reale e concreta per i soccorsi nei contesti appenninici - insiste Vignali - che riguarda l’organizzazione del loro sistema.
Di certo non riguarda l’attività degli operatori, che è ancora più meritoria in quanto lavorano in condizioni difficili dovute appunto a gravi carenze organizzative – ha proseguito – Per il territorio appenninico in provincia di Piacenza parliamo di 334 richieste di intervento su un totale di 614 nei primi tre mesi del periodo dell’anno in cui c’è più afflusso nelle terre alte».
Viene dunque messa in dubbio la qualità di un sistema regionale «che si continua a proporre come modello». Il consigliere fa riferimento ai valori della normativa nazionale attuale, l’indicatore D097 dei Lea, che fissa il tempo massimo per le zone extraurbane entro il quale dovrebbe arrivare sul luogo dell’emergenza il primo mezzo di soccorso. Questo dato - aggiunge Vignali - è più puntuale e realistico rispetto a quello della mediana utilizzato nei report di Ausl e Giunta regionale che, invece, considera solo i valori che si avvicinano alla media centrale escludendo i casi peggiori.
Vengono anche recuperati i dati per gli stessi tre mesi del 2025 degli arrivi nel territorio dell’Appennino piacentino del secondo mezzo di soccorso aggiuntivo che in alcuni casi si rivela necessario in aggiunta al primo mezzo se il paziente è critico: «Il 5,86 per cento delle chiamate ha richiesto l’invio ulteriore dell’elisoccorso che è arrivato con tempo medio di circa 46 minuti dopo la chiamata di emergenza; il 24 per cento ha richisto l’invio del mezzo di soccorso ad assistenza infermieristica arrivato con tempo medio di 34 minuti, lo 0,81 % l’invio di un mezzo ad assistenza medica con tempo medio di arrivo di 55 minuti, il 18,73 % di un secondo mezzo di assistenza base con tempo medio di arrivo di quasi 19 minuti, infine lo 0,81 % ha richiesto l’invio di un mezzo del soccorso alpino con tempo medio di arrivo di circa 54 minuti».
Un quadro che, a detta di Vignali, vuol essere di stimolo a migliorare i soccorsi («È un errore grave quello di negare che vi sono carenze»). Infine un cenno ad un’altra criticità: «Le ambulanze di questa Regione non hanno navigatori certificati e gli operatori sono spesso costretti ad usare le comuni applicazioni dei telefonini».