“Faccia a Faccia. Genova 2001. Il poliziotto che potevo non essere”

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“Faccia a Faccia. Genova 2001. Il poliziotto che potevo non essere”
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A venticinque anni dai fatti del G8 di Genova del luglio 2001, nella sala stampa “Oriana Fallaci” di Palazzo Ferro Fini, il consigliere Giampaolo Trevisi, presidente della Quarta Commissione consiliare competente in materia di legalità, ha presentato il suo libro Faccia a Faccia. Genova 2001. Il poliziotto che potevo non essere (People Editore, collana Storie, 128 pagine), dialogando con il giornalista de Il Gazzettino Enrico Ferro.
Un racconto che intreccia memoria, coscienza e senso dello Stato, riportando l’attenzione su una delle pagine più controverse della storia recente italiana: il G8 di Genova del 2001.
Il consigliere regionale Antonio Dalla Pozza (PD) ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del volume, sottolineando che:
“Sottoposi il libro all’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, perché l’opera è sostanzialmente un atto d’amore verso la Polizia – ha raccontato l’autore, Gianpaolo Trevisi –. Purtroppo, Gabrielli di seguito cambiò mansioni e così il volume rimase in un cassetto. Comunque, l’ex capo della Polizia, che ricordo è stato il primo a chiedere scusa per le violenze del G8, ammettendo anche alcuni errori commessi in quei giorni dalle forze di Polizia, ha curato la postfazione del libro.
Ora, però, ho ritenuto giusto riaprire quel cassetto proprio in occasione dei 25 anni dagli accadimenti del G8 di Genova. Anche perché quella trascorsa nella scuola Diaz fu una delle notti più brutte della mia vita e auguro ai miei figli e, ai giovani in generale, di non vivere mai momenti dolorosi come quelli.
Il G8 è stato indubbiamente uno spartiacque per il Paese intero, per la nostra democrazia, per la Polizia e per la mia carriera: quei fatti mi hanno segnato profondamente come poliziotto, ma soprattutto mi hanno formato. Credo che sia giusto mettere a disposizione dei giovani allievi di Polizia le esperienze maturate, spiegando loro, in modo chiaro, cosa è stato il G8 di Genova.
A distanza di venticinque anni, è doveroso ammettere gli errori commessi dalla Polizia perché lo Stato non si può mai vendicare di chi vuole sovvertirlo e bisogna capire la differenza tra forza e violenza: solo così si rafforza la legalità ed è fondamentale veicolare questo messaggio. È doveroso ricordare che la Polizia, da allora, ha fatto passi importanti nella gestione dell’ordine pubblico, a iniziare dall’istituzione di una scuola.”
“Il mio libro parte da un sogno: l’estintore rosso che aveva in mano Carlo Giuliani – ha confidato l’autore – per calare i lettori, soprattutto i giovani, nel clima che si respirava a Genova in quei giorni; una città sicuramente non adatta, per la sua conformità geografica, a ospitare eventi di quel calibro.
Pagina dopo pagina, nello sviluppo del racconto, mi accompagna la figura di un ragazzo, la cui identità non svelo. A fine libro mi rifaccio alla celebre canzone di Francesco De Gregori Il bandito e il campione, citando le parole: “cercavi giustizia ma trovasti la legge”. Ritengo che sia dovere di tutti noi seguire la giustizia, sempre.”
Nel suo libro, Trevisi racconta le riunioni preparatorie al G8, il clima di tensione che precedette gli scontri, le emozioni vissute da giovane poliziotto, i dubbi e i dilemmi morali maturati negli anni successivi, nonché il confronto con gli studenti incontrati nelle scuole, che gli hanno posto domande su quei fatti.
L’autore si pone “faccia a faccia” con la propria coscienza e con una pagina dolorosa della storia italiana, affrontata senza retorica ma con il desiderio di comprendere e richiamare tutte le parti all’impegno per il riconoscimento delle responsabilità, affinché fatti drammatici come quelli di Genova non possano ripetersi.
La responsabilità editoriale e i contenuti del presente comunicato stampa sono a cura del Consiglio Regionale del Veneto.