‘I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27- 29 aprile 1945’

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|1 mese fa
‘I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27- 29 aprile 1945’
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Oggi, nella sala Stampa “Oriana Fallaci” di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Eleonora Mosco (Stefani Presidente) ha presentato il libro di Nicoletta Masetto, giornalista e autrice, e di Daniela Borgato, insegnante e giornalista, I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27–29 aprile 1945, con illustrazioni di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese.
L’opera è edita da BeccoGiallo, casa editrice veneta, attiva dal 2005 e con sede a Padova, specializzata nella produzione di libri illustrati per bambini e bambine e di fumetti di impegno civile.
Le violenze narrate nell’opera interessarono Santa Giustina in Colle, San Giorgio in Bosco (Sant’Anna Morosina), Villa del Conte (Abbazia Pisani), San Martino di Lupari e si conclusero il 29 aprile 1945 con l’eccidio di Castello di Godego.
Un capitolo del volume è dedicato all’attività del procuratore militare Sergio Dini, che si occupò di stragi nazifasciste dopo la scoperta dell’“Armadio della Vergogna” (1994), contenente centinaia di fascicoli su massacri rimasti a lungo occultati. Un lavoro di ricostruzione e restituzione che riporta al centro il dolore e le storie delle comunità negli ultimi giorni della guerra.
Sono intervenuti nel corso della conferenza stampa di presentazione del libro: Moreno Giacomazzi, Sindaco del comune di Santa Giustina in Colle; Nicola Pettenuzzo, Sindaco del comune di San Giorgio in Bosco; Nivo Fior, Sindaco del comune di San Martino di Lupari; Diego Parisotto, Sindaco del comune di Castello di Godego; Elena Vittadello, consigliera comunale di Villa del Conte; le autrici Nicoletta Masetto e Daniela Borgato.
Il consigliere regionale Eleonora Mosco, nell’introdurre la conferenza stampa, ha sottolineato che il libro è destinato alle ragazze e ai ragazzi della Generazione Z, ma non solo, perché conoscano quanto è accaduto e non dimentichino. Ha evidenziato come vi siano storie che non stanno nei libri di storia non perché meno importanti, ma perché troppo dolorose, troppo umane e troppo vive. Il progetto crea un ponte tra chi c’era e chi verrà, assumendosi una responsabilità civica. Negli ultimi giorni di guerra, dal 27 al 29 aprile 1945, la violenza travolse intere generazioni senza distinzioni. Per anni, queste storie rimasero chiuse nell’“armadio della vergogna”, e l’opera presentata oggi ha il merito di restituire voce ai testimoni. Le autrici hanno saputo ascoltare, e l’ascolto, ha affermato Mosco, ha un grande valore civile e umano. Le immagini del libro non si limitano a illustrare, ma accompagnano la riflessione e trattengono il grido della storia.
Mosco ha ribadito che i destinatari principali del volume sono i giovani, messi al centro della politica del Presidente della Giunta regionale Alberto Stefani. I giovani di oggi, pur non avendo vissuto la guerra, hanno diritto di conoscere i fatti per diventare cittadini consapevoli. Se la memoria non arriva ai giovani, è destinata a spegnersi. Fare memoria significa consegnare una responsabilità condivisa.
Moreno Giacomazzi, Sindaco di Santa Giustina in Colle ed ente capofila del progetto, ha ricordato che l’iniziativa è partita il 27 aprile dell’anno precedente, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’eccidio del 27 aprile 1945, in cui persero la vita 24 concittadini innocenti. Da qui l’idea di un libro da distribuire nelle scuole, che raccogliesse testimonianze di persone ancora in vita. Il valore del progetto, ha sottolineato, risiede nella sinergia tra i comuni coinvolti. Vicende poco note che è necessario far conoscere ai ragazzi, anche alla luce delle violenze odierne, per evitare che simili atrocità si ripetano.
Nicola Pettenuzzo, Sindaco di San Giorgio in Bosco, ha evidenziato come per molti anni le vicende siano rimaste nel silenzio. Le testimonianze raccolte ridanno senso a un percorso doloroso e aiutano a comprendere le conseguenze della violenza, spesso gratuita, figlia dell’odio generato dalla guerra.
Nivo Fior, Sindaco di San Martino di Lupari, ha sottolineato il duplice significato delle celebrazioni del 29 aprile: ricordare il sacrificio delle vittime innocenti e investire sui giovani, coinvolgendoli nella vita sociale e diffondendo la cultura del rispetto.
Diego Parisotto, Sindaco di Castello di Godego, ha rimarcato come il libro sia fondamentale per trasmettere la memoria alle giovani generazioni e costruire un futuro migliore. Ha inoltre ricordato l’istituzione del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, esempio di partecipazione e senso civico.
Elena Vittadello, consigliera comunale di Villa del Conte, ha messo in luce la positiva sinergia tra amministratori pubblici e il forte legame tra giovani e memoria.
Nicoletta Masetto, coautrice e anima del progetto, ha spiegato che la motivazione nasce dall’urgenza di non disperdere le voci dei testimoni: storie autentiche, vissute in prima persona, che parlano di madri, padri e amici colpiti dalla perdita. Storie di grande attualità, spesso raccontate attraverso lo sguardo dei ragazzi.
Daniela Borgato, coautrice, ha aggiunto che il libro porta alla luce storie rimaste chiuse nei cassetti e nei cuori, recuperando una memoria fatta di piccole storie non presenti nei manuali scolastici, per creare un dialogo tra generazioni e costruire un futuro migliore, senza dimenticare i lampi di umanità.
Irene Carbone, illustratrice dell’opera, ha contribuito con un video nel quale ha spiegato come i disegni, realizzati tutti a mano con uno stile essenziale e una palette di rossi desaturati, abbiano cercato di restituire un volto e una vicinanza umana alle persone protagoniste di quelle vicende, affinché la memoria diventi patrimonio condiviso delle nuove generazioni.
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