Gli studenti a Rio Farnese ricordano l'eccidio. «Siete tedofori di pace»
Le parole di Luca e Viola hanno chiuso la cerimonia che ricorda le giovani vittime del 1945: E la presidente dell'Anpi li paragona ai portatori della fiamma olimpica
Elisabetta Paraboschi
|2 ore fa

Gli studenti delle Medie di Bettola alla commemorazione a Rio Farnese - © Libertà/Elisabetta Paraboschi
«Resistere è difficile perché sacrifichi la tua vita per un sogno che non sei certo che si avvererà. Ma l’importante è crederci». Viola frequenta la terza media all’istituto comprensivo di Bettola: è giovanissima, ma ha capito appieno il senso della Resistenza e di quell’azione che 81 anni fa venne praticata anche in Val Nure. Davanti ai 21 blocchi del monumento di Rio Farnese - che commemorano l’uccisione di 20 ragazzi e la scomparsa di altri 20 portati al carcere di Piacenza e da lì spariti nel nulla nel gennaio 1945 - le riflessioni di Viola e di un altro ragazzino, Luca, chiudono la cerimonia di commemorazione. «Le guerre possono toccare da vicino le nostre comunità» dice Luca e questa è una verità che possiamo vedere ancora oggi, in luoghi lontani da noi ma non troppo.
Li rievoca anche la presidente provinciale dell’Anpi Nadia Maffini che nella sua allocuzione ufficiale paragona i giovanissimi studenti di Bettola ai tedofori olimpici, li definisce “portatori della fiamma della pace”: «I popoli, i ragazzi e le ragazze che ancora oggi, in questo preciso momento, in Iran, in Palestina e Cisgiordania, in Ucraina e nelle tante guerre sparse nel mondo, resistono a regimi oppressivi e totalitari - spiega - dimostrano lo stesso coraggio e la stessa consapevolezza democratica dei ragazzi che celebriamo ancora a distanza di 80 anni».
«Noi non siamo i testimoni, ma quelli che hanno ricevuto il primo testimone - spiega il sindaco di Bettola Paolo Negri - questa non è solo una giornata di ricordo, ma un evento che ci conferma una volta in più l’obbligo di trasmettere la memoria alle nuove generazioni».
Il cippo per don Bottini
È posizionato proprio all’inizio della strada che conduce al monumento di Rio Farnese, a pochi passi dal parcheggio della piscina di Bettola, il cartellone del progetto dei "Sentieri della Libertà" del Museo provinciale della Resistenza Piacenza che commemora la figura di don Egidio Bottini. Il pannello è stato inaugurato prima della cerimonia a Rio Farnese alla presenza del presidente e del coordinatore del Museo di Sperongia Andrea Losi e Alessandro Pigazzini, oltre che del nipote di don Bottini, Davide. Nato nel 1899 e morto nel 1963, don Bottini diventa parroco di Montarsiccio, Bramaiano di Bettola e Rezzano e nel gennaio 1945 è solo grazie alla sua intercessione se le salme dei caduti di Rio Farnese ottengono una degna sepoltura.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Ennesima serranda abbassata, Moglio lascia il Corso e si trasferisce
2.
Addio al genio creativo di Norberto Civardi: firmò gli spot di Coca Cola, Candy Alisè e mentine Tabu
3.
Donna investita da un bus, il mezzo sollevato da carabinieri e passanti
4.
Rifiuti indistinti, i dubbi sullo scarico Iren: «C'è l'antenna "cattura" bidone»



