La Ragazzetta apre i battenti: «Più di un bar, uno spazio culturale»

Molti i cittadini all’inaugurazione del locale sotto il Comune (ex Barino). Il gestore: «Sarà un salotto dove prendersi il proprio tempo»

Redazione Online
|2 ore fa
La Ragazzetta apre i battenti: «Più di un bar, uno spazio culturale»
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C'è una storia che unisce Piacenza a Gustav Klimt e che da oggi accoglie cittadini e turisti nel cuore di Piazza Cavalli. È quella raccontata da "La Ragazzetta", il nuovo Caffè storico inaugurato nel pomeriggio di sabato 4 luglio negli spazi dell'ex Barino, sotto il Comune. Al taglio del nastro hanno partecipato numerosi cittadini, curiosi di scoprire il locale completamente rinnovato e il progetto che mira a trasformarlo in un punto di riferimento per l'accoglienza turistica e la vita culturale del centro storico.
Il locale, di proprietà comunale, è stato inaugurato dalla sindaca Katia Tarasconi insieme all'assessore al Commercio e Marketing territoriale Simone Fornasari, a Michele Monteleone, fondatore e Ceo di Monteleone Group, alla responsabile marketing Sara Monteleone e all'architetto Carlo Ponzini, autore del progetto di riqualificazione.
L'inaugurazione del locale con i titolari, la sindaca Tarasconi e l'assessore Fornasari
L'inaugurazione del locale con i titolari, la sindaca Tarasconi e l'assessore Fornasari
In tanti non hanno voluto mancare al brindisi con le note dei ragazzi del Conservatorio Nicolini e al selfie sotto la ricostruzione digitale del quadro nascosto di Gustav Klimt, appunto "La Ragazzetta" (dal tedesco  "Backfisch") che dà il nome al locale. Il dipinto fu realizzato da Gustav Klimt intorno al 1910 e ritenuto perduto per decenni, finché nel 1996 la studentessa piacentina Claudia Maga intuì che fosse nascosto sotto il celebre "Ritratto di Signora", oggi conservato alla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi.
«Rappresenta molto più di un omaggio artistico - ha spiegato Sara Monteleone -. La nostra intenzione è affidare al nuovo Caffè storico una precisa identità culturale capace di raccontare una delle vicende più straordinarie della storia dell'arte del Novecento e, allo stesso tempo, una pagina profondamente legata alla città di Piacenza. Una storia di riscoperta, memoria e valorizzazione del patrimonio cittadino che oggi trova una nuova forma anche in uno dei luoghi simbolo del centro storico».
A sinistra il quadro che ha ispirato il nome del locale
A sinistra il quadro che ha ispirato il nome del locale
Soddisfatta anche la sindaca Katia Tarasconi: «Si apre un nuovo capitolo per un esercizio commerciale che si può considerare patrimonio collettivo della nostra comunità e che da sempre ne rappresenta, anche per la collocazione iconica, una vetrina identitaria. Rafforzarne il legame con l'ambito della promozione turistica significa investire su un progetto innovativo e su una visione strategica capace di valorizzare le eccellenze del territorio».
L'immobile rientra nella concessione affidata a Monteleone Group, che comprende anche la gestione dello Iat, del Salone monumentale di Palazzo Gotico e dei servizi di promozione turistica. «L'obiettivo - ha sottolineato l'assessore Simone Fornasari - è costruire un sistema integrato nel quale accoglienza, cultura, informazione turistica e ristorazione dialoghino tra loro, offrendo un'esperienza unitaria». Dello stesso avviso l'assessore alla Cultura Christian Fiazza: «Anche la connessione con la Galleria Ricci Oddi rafforza il legame tra cultura, turismo e ospitalità»
I ragazzi del Nicolini durante l'esibizione
I ragazzi del Nicolini durante l'esibizione
Nel locale è attivo il servizio bar, aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 22.30. Nei prossimi mesi entreranno in funzione anche il ristorante, l'area dedicata alle eccellenze enogastronomiche piacentine e il nuovo punto Iat-R. Gli interni ospitano anche librerie con volumi liberamente consultabili. Nuovo look per il locale, dunque, al quale ha lavorato l'architetto Carlo Ponzini. «Abbiamo capito che Monteleone non voleva aprire solo un bar, ma realizzare un salotto - racconta - e questa è la vera rigenerazione urbana, non soltanto vincolata al business. Abbiamo pensato a una luce e a elementi dinamici, sedie con due gambe aeree, rinverdendo l'idea del Caffè Italiano, un luogo dove ciascuno può prendersi il proprio tempo».