«Le donne degli immigrati non imparavano l'italiano»: così la Croce Rossa di Piacenza ha cambiato le cose
Quindici anni fa il corso nasceva per le donne straniere che non uscivano di casa. Oggi i corsi di italiano della Cri, tenuto da insegnanti volontarie, sono aperti a tutti e danno accesso alla certificazione linguistica
Elisabetta Paraboschi
|22 ore fa

Le volontarie dell'"area sociale" di Croce Rossa con alcuni corsisti
Quando hanno cominciato a insegnare italiano, le volontarie dell’area sociale di Croce Rossa si chiamavano ancora Comitato femminile. «Quindici anni fa la situazione era molto diversa: nelle famiglie straniere che arrivavano qui, gli uomini lavoravano e imparavano l’italiano, le donne invece no perché restavano a casa: si facevano accompagnare dai bambini che a scuola imparavano la lingua e potevano aiutarle nelle più elementari richieste» spiega la referente dell’area sociale di Cri Piacenza Ivana Casotti.
Da qui è nata l’esigenza di istituire un corso di italiano dedicato alle donne straniere: «I mariti si fidavano e le accompagnavano a lezione – sottolinea Casotti – e così per un po’ di anni siamo andati avanti. Poi le esigenze sono cambiate e abbiamo deciso di aprire il corso a tutti».
I primi destinatari sono i minori stranieri che spesso approdano in Italia senza nessun punto di riferimento, ma ci sono anche i richiedenti asilo e poi gli adulti: persone che alle spalle non hanno un vissuto tragico, ma che per lavoro, amore o ricongiungimenti familiari arrivano in Italia e hanno bisogno di imparare la lingua.
«Abbiamo avuto anche studenti universitari che volevano impratichirsi nella conversazione – fa presente Casotti – e questo ci ha riempito di soddisfazione. Da due anni poi il nostro corso dà accesso all’esame per ottenere la certificazione: lo scorso anno sono stati tutti promossi perché si sono impegnati tanto, speriamo anche quest’anno». E mentre lo dice, Ivana incrocia le dita.





