Ponte sul Nure, 12 giorni al via: mancano solo le prove di carico
L'asfalto è stato posato. La sindaca Toma ottimista: «Ora siamo alla fase cruciale. Speriamo che il cronoprogramma sia rispettato»

Paola Brianti
|19 ore fa

I lavori in corso sul ponte del Nure - © Libertà/Claudio Cavalli
È stato fotografato chiuso, il 15 settembre scorso, poi svuotato fino al cuore con l’anima in ferro in bella vista a metà dicembre. Ora, a dodici giorni dalla tanto attesa riapertura, il cantiere del ponte sul Nure sembra davvero arrivato alle battute conclusive. Lo conferma tra sollievo e cautela la sindaca di Cadeo Marica Toma, che in questi sei mesi di chiusura è sempre rimasta sul pezzo: «L’asfalto è stato posato - spiega - ora siamo nella fase cruciale, in attesa delle prove di carico. A fine febbraio la prefettura avrebbe dovuto convocarci per comunicare la data ufficiale della riapertura. L’incontro non è mai avvenuto, ma so che gli uffici di via San Giovanni sono in stretto contatto con Anas».
A colpo d’occhio, il cronoprogramma che fissa il D-day della fine cantiere il 15 marzo sembrerebbe dunque rispettato. «Ci era stato annunciato anche un pacchetto di lavori da eseguire a ponte aperto - continua Toma - quindi sì, mi sento piuttosto ottimista».
Se ingegneri e imprese guardano a un felice taglio del nastro, diverso è l’umore lungo la Via Emilia. I commercianti hanno dovuto fare i conti con la desertificazione dei passaggi e i percorsi alternativi obbligatori, che hanno messo a dura prova anche la clientela più fedele. Una crisi che ha colpito duro a Montale e Pontenure, riverberandosi, seppur con minor violenza, anche su Cadeo. Per loro, la riapertura non sarà solo una questione di viabilità, ma segna il ritorno di quei 23mila veicoli al giorno andati perduti.



