Medaglie ai familiari di sei internati militari: «Doveroso ricordare chi ebbe il coraggio di dire no».

In Prefettura la cerimonia dedicata agli Imi deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943

Elena Caminati
|2 ore fa
Il gruppo con i familiari dei sei internati che hanno ritirato il riconoscimento alla memoria e le autorità civili - © Libertà/Del Papa
Il gruppo con i familiari dei sei internati che hanno ritirato il riconoscimento alla memoria e le autorità civili - © Libertà/Del Papa
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Una scelta «più eroica e valorosa» di quanto la storiografia abbia spesso raccontato. Così il viceprefetto vicario Attilio Ubaldi ha ricordato gli Internati Militari Italiani durante la cerimonia in Prefettura per la consegna delle medaglie d’onore alla memoria di sei piacentini deportati nei lager nazisti.
La ricorrenza, istituita nel 2025, vuole mantenere vivo il ricordo dei militari italiani che dopo l’8 settembre 1943 rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana e di collaborare con i nazisti, pagando spesso quella scelta con anni di prigionia, lavoro coatto e sofferenze.
In Italia furono oltre 600mila gli internati, circa 5mila dei quali piacentini. A ritirare le medaglie sono stati i familiari dei sei uomini ricordati.
Alla cerimonia è intervenuta anche la presidente della Provincia Monica Patelli, che ha sottolineato il valore della memoria e la responsabilità delle istituzioni nel trasmetterla alle nuove generazioni. Tra le testimonianze anche quella dello scrittore e militare Mario Rini, che ha ricordato le durissime condizioni di vita nei lager e la fame patita dagli internati.