Nelle festività novemila euro per l’hospice
Tremila euro dal ristorante Faccini di Castellarquato, il resto dal negozio cittadino
Gabriele Faravelli
|1 ora fa

Da sinistra, Valter Bulla, Alessandro Villa e Sergio Fuochi- © Libertà/Gabriele Faravelli
Siamo appena entrati nel 2026 e la “Casa di Iris” si è già assicurata la copertura delle spese dei servizi offerti alla cittadinanza per una decina di giorni circa. Come è noto infatti, occorrono mille euro al giorno per far funzionare la struttura dell’Hospice di via Bubba e una grossa mano è arrivata dalle ultime donazioni e iniziative del 2025. Proprio il 31 dicembre Alessandro Villa, socio titolare del ristorante “da Faccini” di Sant’Antonio di Castellarquato, accompagnato dall’amico e benefattore Valter Bulla, ha consegnato al presidente dell’associazione “Insieme per l’Hospice” Sergio Fuochi un assegno di 3mila euro. «La donazione è nata dal fatto che purtroppo quest’anno non siamo riusciti a organizzare la consueta cena di raccolta fondi in collaborazione con Casa di Iris e Valter Bulla – ha spiegato Villa – appuntamento che solitamente cadeva tra ottobre e novembre e che per fitti impegni di lavoro non abbiamo potuto calendarizzare. Così , ci siamo attivati per raccogliere piccole somme grazie alla generosità dei nostri clienti che abbiamo avuto per tutto il mese di dicembre, e il totale è stato appunto di 3mila euro».
Generoso contributo che si si va a sommare con le ultime due iniziative di “Casa di Iris” del periodo delle festività. «Il bilancio è stato più che positivo – ha detto Fuochi – ci siamo attestati sulle cifre raccolte lo scorso anno. Il ristorante Faccini ci ha fatto una bella sorpresa, un regalo di fine anno che ci garantisce l’apertura della struttura per tre giorni. A questo si aggiunge quanto raccolto con la vendita dei panettoni, circa 650 acquistati dai piacentini, e dei manufatti proposti al punto allestito in via Sopramuro 80 per le feste di Natale che ci hanno portato oltre 6mila euro. Siamo ovviamente già al lavoro per le prima iniziative del 2026, sperando ancora nel buon cuore della cittadinanza, ripetendo quanto fatto nell’anno ormai passato».

