«No al parco eolico sul Crociglia», il Comune di Ferriere in corsa contro il tempo

Osservazioni da presentare entro il 21 febbraio e intanto prosegue la raccolta di firme: sono già oltre 2.800 Fissato un incontro pubblico per domenica 1° febbraio. Appello della sindaca Oppizzi: «Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti».

Nadia Plucani
|3 giorni fa
Uno striscione con la scritta "I pascoli non si toccano" collocato dagli allevatori sul ponte di Ferriere per dire no all'eolico
Uno striscione con la scritta "I pascoli non si toccano" collocato dagli allevatori sul ponte di Ferriere per dire no all'eolico
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Domenica 1 febbraio alle 15 l’amministrazione comunale di Ferriere organizza un incontro pubblico sul progetto di parco eolico presentato dalla società Ferriere Wind srl. L’appuntamento è fissato nel salone parrocchiale e servirà ad approfondire le criticità dell’intervento e a condividere le osservazioni da presentare entro il 21 febbraio, termine fissato dal Ministero dell’Ambiente dopo la pubblicazione della documentazione sul proprio sito.
«Il termine è strettissimo, vista la mole di documenti – afferma la sindaca Carlotta Oppizzi – ma stiamo lavorando per contestare, con argomentazioni tecniche e documentate, un progetto che riteniamo una follia. Abbiamo bisogno del contributo di tutti».
In attesa di raccogliere le osservazioni, il Comune continua la raccolta firme online su Change.org per chiedere il ritiro immediato del progetto. Moduli cartacei da firmare sono disponibili in paese: hanno già superato quota 2.800.
Il parco eolico prevede sette aerogeneratori nell’area del monte Crociglia, nel comune di Ferriere, con pale da 136 metri di diametro, altezza minima di 180 metri e potenza complessiva di 13,5 Megawatt. Le opere di connessione elettrica coinvolgerebbero anche il territorio di Santo Stefano d’Aveto, in provincia di Genova.
Secondo l’amministrazione si tratta di un progetto presentato come sostenibile ma con forti impatti ambientali, paesaggistici e sociali su un’area montana fragile. «Non è vero sviluppo sostenibile – conclude Oppizzi – ma una trasformazione irreversibile del territorio. Chiediamo il ritiro del progetto e la tutela dei crinali appenninici, puntando su modelli energetici condivisi e rispettosi delle comunità locali».

Anche Santo Stefano d'Aveto contesta il progetto

Intanto sul versante genovese, anche il confinante Comune di Santo Stefano d'Aveto scende in pista per dire no. Le forze di maggioranza e di minoranza del consiglio comunale, con un comunicato congiunto hanno espresso «una chiara e netta contrarietà» al progetto, ribadendo che «solo una profonda e completa riformulazione dello stesso potrà costituire la base per una eventuale futura rivalutazione». L’Amministrazione s'impegna a informare i cittadini sugli sviluppi della vicenda, «mantenendo ferma la volontà di tutelare il territorio, l’ambiente e gli interessi della comunità».