Pomodoro: "Produzione colpita dai cambiamenti climatici". A Piacenza 10mila ettari
Redazione Online
|6 anni fa

Il cambiamento climatico colpisce duramente il pomodoro da industria. A metterlo in evidenza i dati dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia, ente che raggruppa gli operatori della filiera, e la provincia a risentirne di più è quella piacentina, che con i suoi 10mila ettari copre quasi un terzo dei 36mila coltivati a oro rosso l’area padana e oltre.
“La campagna 2019 – dichiara Tiberio Rabboni, presidente dell’OI – sta procedendo con una settimana di ritardo rispetto al normale andamento delle stagioni passate. Ad aver inciso è stato soprattutto il maltempo di maggio con costanti piogge – sono caduti sino a 300 mm di acqua in quel mese – e temperature ben al di sotto delle medie stagionali; si è scesi anche a minime di 6 gradi. Ne è conseguito un rallentamento del processo di maturazione del pomodoro. A questo si sono poi aggiunti i danni derivanti da grandinate, bombe d’acqua e forte vento che si sono alternati ad ondate di calore con picchi anche di 40 gradi. Tutte condizioni che hanno stressato le piantine in campo. Ad oggi si è raccolto poco più di 1 milione di tonnellate di pomodoro, meno della metà del contrattato, quando di solito in questo periodo si è in genere già oltre la metà dei quantitativi richiesti dalle imprese. Le rese, sulle produzioni precoci e medio-precoci, sono risultate più basse degli altri anni: al di sotto dei 700 quintali per ettaro. Ora attendiamo di vedere le rese del pomodoro tardivo, in raccolta nelle prossime settimane, per capire se potrà esserci una ripresa”.

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