Poste, Bobbio rischia di perdere il centro di smistamento: i Comuni dell'alta valle chiedono che resti

Il trasferimento delle attività a Podenzano sarebbe previsto dal 2 novembre. "La Giunta guidata della Comunità Montana Valli Trebbia e Luretta ha approvato all’unanimità una delibera per chiedere la sospensione del progetto e un incontro urgente. I consiglieri di minoranza del Comune di Bobbio Bonini, Bellocchio e Bergamini: «Più disagi per i portalettere e rischi per il servizio»

Redazione Online
|2 ore fa
L'ufficio postale di Bobbio
L'ufficio postale di Bobbio
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Il centro di smistamento postale di Bobbio rischia di essere accorpato a quello di Podenzano dal prossimo 2 novembre. Una prospettiva che preoccupa l’Alta Val Trebbia e sulla quale intervengono sia l’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, con una delibera approvata all’unanimità, sia i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Bobbio Federico Bonini, Riccardo Bellocchio e Tino Bergamini, che chiedono a Poste Italiane di riconsiderare la riorganizzazione.
Al centro delle preoccupazioni ci sono le possibili conseguenze per i portalettere, che potrebbero essere costretti ad affrontare spostamenti quotidiani più lunghi, ma anche i rischi per la regolarità e la tempestività della distribuzione della corrispondenza nei comuni montani.
La data del 2 novembre è indicata dai tre consiglieri, mentre la documentazione ufficiale dell’Unione Montana conferma che è stato prospettato un accorpamento delle attività di recapito di Bobbio a Podenzano, senza però specificarne la decorrenza.

La delibera dell’Unione Montana: «Sospendere la riorganizzazione»

La presa di posizione istituzionale è contenuta nella deliberazione numero 54 del 30 settembre 2026, approvata dalla Giunta dell’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, presieduta da Roberto Pasquali.
Il documento, pubblicato all’albo pretorio dal 7 ottobre, ha per oggetto il preavviso di accorpamento del presidio di distribuzione postale di Bobbio al centro di recapito di Podenzano.
La Giunta esprime formalmente la propria preoccupazione per le conseguenze che la riorganizzazione potrebbe avere sul territorio e chiede a Poste Italiane di sospenderne l’attuazione in attesa di un confronto con gli enti locali.
L’Unione sollecita inoltre l’esame di soluzioni alternative, compresa la possibilità di mantenere un presidio operativo a Bobbio, oppure di individuare altre modalità organizzative capaci di garantire un servizio adeguato alle caratteristiche della montagna.

I disagi per i portalettere: «Più chilometri e maggiori costi»

Alle preoccupazioni della Giunta si aggiungono quelle espresse dai consiglieri Bonini, Bellocchio e Bergamini.
«Apprendiamo con preoccupazione della presunta decisione di Poste Italiane di accorpare, a partire dal 2 novembre 2026, il centro di smistamento di Bobbio a quello di Podenzano», dichiarano.
Secondo i tre esponenti, il cambiamento costringerebbe i portalettere residenti a Bobbio e nell’Alta Val Trebbia a raggiungere quotidianamente Podenzano con i propri mezzi, sostenendo costi maggiori e impiegando più tempo negli spostamenti.
Sono criticità richiamate anche nella delibera dell’Unione Montana, che segnala il possibile aumento delle spese per carburante, manutenzione e usura dei veicoli, oltre alle difficoltà nella conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
Il documento istituzionale evidenzia inoltre la maggiore esposizione ai rischi della circolazione stradale legata all’allungamento degli spostamenti quotidiani.

Il nodo della Statale 45 e dei lavori tra Perino e Rivergaro

Un elemento particolarmente significativo emerge dalla delibera dell’Unione Montana e riguarda la Statale 45.
Nel documento si richiama infatti la prospettiva dei lavori di ammodernamento del tratto tra Perino e Rivergaro, destinati, secondo quanto osserva la Giunta, a influire sui tempi medi di percorrenza.
L’eventuale necessità per i portalettere di spostarsi quotidianamente verso Podenzano dovrebbe quindi essere valutata anche alla luce delle condizioni della viabilità e dei possibili rallentamenti connessi ai cantieri.
Un problema che si aggiungerebbe alle distanze già considerevoli tra i centri abitati dell’Alta Val Trebbia e quelli della pianura.

«A rischio la tempestività delle consegne»

Le preoccupazioni non riguardano soltanto i lavoratori.
Secondo Bonini, Bellocchio e Bergamini, il trasferimento delle attività potrebbe avere ripercussioni negative sull’efficienza e sulla tempestività del servizio postale, a danno di cittadini e imprese.
Anche l’Unione Montana sottolinea che, in un territorio caratterizzato da nuclei abitati diffusi e distanze significative, il servizio di recapito rappresenta un presidio essenziale.
La Giunta teme possibili conseguenze sull’organizzazione dei giri di distribuzione, sugli orari di consegna e sulla continuità del servizio.
Nel documento viene comunque riconosciuto che le scelte organizzative interne rientrano nell’autonomia gestionale di Poste Italiane. L’Unione rivendica però il diritto degli enti locali a intervenire quando una riorganizzazione rischia di incidere sull’accessibilità dei servizi per le comunità amministrate.

«Si parla di sostegno alla montagna, ma i servizi si allontanano»

La vicenda viene inquadrata dai tre consiglieri in una questione più ampia, quella del progressivo ridimensionamento dei servizi nelle aree montane.
«Si parla spesso di sostegno alla montagna e di valorizzazione dei territori montani; ma nei fatti continuiamo ad assistere a un progressivo allontanamento di servizi e attività», affermano Bonini, Bellocchio e Bergamini.
I consiglieri chiedono quindi a Poste Italiane di chiarire ufficialmente le proprie intenzioni e di valutare attentamente le conseguenze della scelta, tenendo conto delle peculiarità dell’Alta Val Trebbia.
«Come gruppo consiliare, ci uniamo alla posizione già espressa all’unanimità dalla Giunta dell’Unione Montana attraverso uno specifico atto di indirizzo, sollecitando Poste Italiane a riconsiderare la propria decisione».

Chiesto un incontro urgente con Poste Italiane

La delibera dell’Unione Montana non si limita a esprimere contrarietà.
La Giunta chiede formalmente un incontro urgente con Poste Italiane e con i sindaci dei Comuni interessati, durante il quale l’azienda dovrebbe illustrare il progetto di riorganizzazione, i dati organizzativi e gli effetti previsti sul servizio di recapito.
L’obiettivo è verificare se esistano alternative capaci di conciliare le esigenze aziendali con quelle del territorio.
Il provvedimento dispone inoltre la trasmissione della delibera ai coordinamenti di Poste Italiane di Piacenza e Bologna, alla sede centrale di Roma e al presidio decentrato di distribuzione di Reggio Emilia.
Tra i destinatari figurano anche il ministro Tommaso Foti, i sindaci dei Comuni dell’Unione, il presidente della Provincia di Piacenza e il presidente della Regione Emilia-Romagna.

Si attende la posizione ufficiale di Poste Italiane

La vicenda resta dunque aperta. L’esistenza di una riorganizzazione prospettata è documentata dalla deliberazione dell’Unione Montana, mentre la data del 2 novembre e le modalità concrete dell’eventuale accorpamento richiedono una conferma ufficiale da parte di Poste Italiane.
È proprio su questi aspetti che amministratori e consiglieri chiedono chiarezza, sollecitando la sospensione del progetto e un confronto prima che vengano adottate decisioni destinate a incidere sull’organizzazione del servizio postale in Alta Val Trebbia.