Premio Valente Faustini, Luigi Pastorelli e Désirée Bongiorni Manteghetti vincono la 48ª edizione
Sala Panini gremita al PalabancaEventi per la premiazione del concorso nazionale di poesia e narrativa dialettale. Assegnati anche otto riconoscimenti speciali.
Redazione Online
|2 ore fa

Sala Panini gremita al PalabancaEventi di Piacenza per la cerimonia conclusiva della 48ª edizione del Premio nazionale di poesia dialettale “Valente Faustini”, promosso dalla Famiglia Piasinteina con il sostegno della Banca di Piacenza, che accompagna l'iniziativa fin dalla prima edizione. A rappresentare l'istituto di credito era presente Paolo Marzaroli.
Un appuntamento che ha confermato l'interesse per la poesia e la narrativa in dialetto piacentino, considerate non soltanto testimonianze della tradizione, ma anche strumenti per raccontare la vita, i sentimenti e la memoria del territorio.
La giuria e il valore del dialetto
La selezione delle opere si è svolta nella sede della Famiglia Piasinteina, dove la giuria, composta da Andrea Bergonzi, Anna Maria Figliossi, Fausto Frontini, Roberto Laurenzano, Francesco Matrantonio, Paola Nicelli e Cesare Ometti, ha esaminato 15 poesie e sette racconti. Le operazioni sono state coordinate dal razdur Danilo Anelli, garantendo l'anonimato degli autori fino alla conclusione dello scrutinio.
Nel suo intervento, Roberto Laurenzano ha richiamato il valore identitario del premio e l'importanza di salvaguardare le tradizioni culturali piacentine in un'epoca nella quale il legame con le proprie radici rischia di affievolirsi.
Poesia, ecco tutti i concorrenti premiati
Il primo premio della sezione poesia è stato assegnato a Luigi Pastorelli per A San Zorz, componimento nel quale la giuria ha riconosciuto un amore autentico e una dolcezza commovente.
Secondo posto per Anna Botti con Cl'äria dla duminca, rievocazione delle atmosfere domenicali di un tempo, tra passeggiate, calcio e televisione.
Terzo classificato Fabrizio Solenghi con Pröva a induvinä, versi brillanti costruiti attorno a un imprevedibile indovinello.
Quattro i riconoscimenti speciali:
- il premio "Corrado Sforza Fogliani" a Rino Scrivani per La me bella, veccia Piaseinza;
- il premio "Luigi Paraboschi" a Francesco Ferri per Un angelo e uno spirito femminile;
- il premio della Giuria ad Agnese Bollani per Dichiarasion d'amur;
- il premio "Don Luigi Bearesi" alla giovane Camilla Imberti per Scol medi.
Racconti, questi i riconoscimenti assegnati
Nella sezione narrativa il primo premio è andato a Désirée Bongiorni Manteghetti con Al diäri dal Bruno, un racconto originale e ironico costruito attorno al dialogo tra alcuni cani che si confrontano sulle proprie abitudini.
Seconda classificata Ermelinda Morsia con E… Pucci: Tōt l'unur… addiu baracca!, una storia ricca di emozioni e colpi di scena.
Terzo premio a Claudio Veneziani per Al dè che mort me nonn, racconto toccante di un evento tragico e di una giustizia mancata.
Anche per la narrativa sono stati assegnati quattro premi speciali:
- il "Corrado Sforza Fogliani" ad Anna Botti per Sum partì pr'al duver dal suldä e ho cattä la mé bella Piaseinsa;
- il "Luigi Paraboschi" ad Anna Persi per Un spigh ad Piaseinsa;
- il premio della Giuria a Massimo Paratici per La cà dal Ginu;
- il "Don Luigi Bearesi" a Tiziana Meles per Ho vincì al lott.
Una tradizione che guarda al futuro
Le motivazioni dei riconoscimenti sono state curate da Francesco Matrantonio. La cerimonia, sottolineata dagli applausi del pubblico, si è trasformata in una festa della cultura e delle tradizioni piacentine.
A rimarcare il significato dell'iniziativa è stato il razdur Danilo Anelli, che ha evidenziato come il dialetto continui a rappresentare un patrimonio vivo, capace di rinnovarsi attraverso la creatività degli autori e di trasmettere alle nuove generazioni la memoria e l'identità della comunità.
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