Il prof di matematica si chiama Diouf: «A 5 anni parlavo il wolof, ora insegno»

Laureato in biologia molecolare, ha conseguito due master. A Rivergaro è anche allenatore di pallavolo

Nicoletta Marenghi
Nicoletta Marenghi
|3 ore fa
Il professor Diouf ieri davanti alla scuola di Rivergaro - © Libertà/Pietro Zangrandi
Il professor Diouf ieri davanti alla scuola di Rivergaro - © Libertà/Pietro Zangrandi
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La scuola elementare che ha frequentato ad Arezzo è quella in cui sono state girate alcune scene del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni. Arrivato con la famiglia dal Senegal a cinque anni, quando è entrato in classe per la prima volta, Abdou M. Diouf non conosceva l’italiano. A distanza di 32 anni ha fatto il concorso ministeriale ed è entrato in ruolo come professore di matematica e scienze alla scuola media di Gossolengo. Nel suo curriculum ci sono una laurea in Biologia molecolare conseguita a Firenze, due master e due romanzi.
Ma non solo. Il professor Diouf è stato anche giocatore professionista di pallavolo (l’altezza lo conferma) e si è inserito subito nell’ambiente sportivo piacentino, dove allena la squadra femminile della River Volley e l’Under 13 della Gas Sales. Da Bologna, dove vive con la moglie, insegnante alle elementari, si è trasferito nel Piacentino solo da poche settimane e dice di sentirsi «come a casa» grazie all’accoglienza ricevuta a scuola e in paese. La sua storia è salita alla ribalta delle cronache nazionali nell’ambito del dibattito politico sul limite al numero di studenti stranieri che non parlano italiano nelle classi (i cosiddetti Nai, acronimo di “neo arrivati in Italia”).
L'intervista su Libertà