Neet: donna e migrante il profilo più critico. Firmato un protocollo

Regione, Provincia, Comune e Agenzia del lavoro in lotta contro il fenomeno dei giovani (14-29 anni) che non studiano né lavorano

Filippo Lezoli
|2 ore fa
Protocollo neet lezoli
Protocollo neet lezoli
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«Affrontare il fenomeno dei Neet è una questione politica». Le parole di Giovanni Paglia, assessore regionale alle politiche giovanili, giungono dopo avere snocciolato alcuni numeri preoccupanti, benché negli ultimi tempi in miglioramento. Rispetto al periodo 2019- 2021 in Emilia-Romagna i giovani dai 14 ai 29 anni che non studiano né cercano lavoro, appunto i Neet, acronimo inglese che sta per “Not in Education, Employment, or Training”, sono calati quasi della metà, assestandosi sull’8% dal 15% di partenza. Le buone notizie finiscono però qui perché un aspetto attenua l’eccessivo ottimismo, ovvero l’annodarsi del fenomeno ad altre problematiche, in primo luogo quelle di genere e quelle dell’immigrazione.
Dopo il periodo scolastico, in cui per la maggior parte i Neet sono ragazzi, e dopo gli anni universitari, in cui i generi pareggiano riguardo alla sfiducia nel futuro, attorno ai 24 anni la curva delle donne cresce esponenzialmente fino a diventare quasi il doppio rispetto a quella degli uomini. Se poi la ragazza in questione è migrante, ha una possibilità su tre di ricadere in questa sfiducia perché la percentuale supera il 30%. Migrante e donna, questo è il profilo a cui prestare maggiore attenzione dice Paglia.