Stampanti, palloni, frigo: i doni per i monti sono arrivati a Libertà

A Natale dalla nostra redazione era partito un appello: aiutateci ad esaudire le richieste dei giovani di dieci comuni. Ecco com’è andata

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|1 settimana fa
L’INIZIATIVA DI NATALE - La montagna chiama, i lettori rispondono: la consegna dei doni
L’INIZIATIVA DI NATALE - La montagna chiama, i lettori rispondono: la consegna dei doni
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La vicesindaca di Farini Erika Sturla entra in redazione trafelata - deve andare a Milano, subito dopo - e tiene tra le mani un pacco gigante che è arrivato all’indirizzo del municipio, su, in Valnure. Anonimo. Ci sono dentro racchette, palline da tennis, sembra ancora Natale. «Grazie, è quel che posso dire». Poi arriva Alberto Zecca, reponsabile del vivaio del RiverNiviano, con una rete di palloni da calcio. Anche quelli sono diretti al rettangolo verde del paese, perché i giovani possano giocare, e non abbiano il terrore di perdere il pallone nel Nure senza qualcuno che glielo riporti indietro.
La sindaca di Cerignale Fausta Pizzaghi ha con sé anche la delega del sindaco Gianni Razzari, di Zerba. Avevano chiesto le stampanti: ci sono, in via Benedettine, nuove, incellofanate.
A pensare a Zerba e Cerignale, i più piccoli comuni della regione, sono state la professoressa Giovanna Cardile (insegna a Gossolengo) e la preside dell’istituto comprensivo di Rivergaro Giorgia Antaldi, che ha portato anche palline da tennis per Farini. «Da noi anche una stampante può fare la differenza, è un servizio», dice la sindaca Pizzaghi.
Aggiunge: «Grazie, vi sentiamo vicini». C’è di più, mentre uno dietro l’altro entrano in redazione dalla porta girevole i rappresentanti dei dieci più spopolati comuni di montagna cui Libertà ha pensato per i regali di Natale: dal consigliere comunale di Rivergaro Giorgio Vecchiattini arriva il computer per il nuovo spazio di coworking di Cerignale, ad esempio, perché i muri da soli non bastano, e soprattutto serve qualcuno che dimostri di credere nei paesini.
«Il paese mi ricorda quello di mia nonna, nell’Appennino modenese, e ho voluto pensare anche io, nel mio piccolo, alla nostra montagna, che tanto amo», spiega Vecchiattini. «Vorrei una vallata unita, tutti insieme pronti a lottare perché sia viva, e tutelata», sottolinea, lanciando un invito finalmente alla distensione, tra Alta e Bassa Valtrebbia, sul nodo della futura Statale 45.
La docente Cardile non poteva accettare che i piccoli non avessero il regalo di Natale per il loro paese. Da anni, non da ora, vuole dimostrare che dove qualcuno non arriva c’è un altro che può farlo: « Io sono figlia di una vittima di femminicidio», racconta trattenendo l’emozione.
Ha vissuto un dolore indicibile: eppure ha avuto il coraggio di pensare agli altri. Ci pensa anche il sindacato che marcia chilometri e arriva a Ferriere con un proiettore, per dare ai giovani del paese una piccola sala cinema dove mangiare insieme i pop corn: «Io sono un fungaiolo, so quanto conti la presenza in Appennino.
A volte basta poco. Se dobbiamo prenotare una cena, pensiamo ai ristoranti nei piccoli paesi, alle locande. Sono piccoli gesti, ma contano», interviene Claudio Trivini della Uil, con Pasquale Negro e Fausto Marzano. « Abbiamo scelto di donare il proiettore a un territorio bellissimo, troppo spesso lasciato solo».
Bisogna avere a cuore la montagna, è quanto dicono tutti: dal direttore del Fol in Fest Massimo Polledri che ha dato vita a un festival nelle zone “dimenticate” ma in questo caso, concretamente, ha donato un frigo alla comunità di Coli - e anche da tutti quelli che, spontaneamente, hanno contattato i municipi dicendo due parole magiche, “ci sono”.
Così sono arrivati due calciobalilla, destinati a Vernasca (un volontario lo ha recuperato ieri) e a Marsaglia, ma nessuno vuole essere citato: «Per aiutare la montagna si fa e basta...». Tra i benefattori, abbiamo conosciuto una residente a Cremona che vede il nostro fiume come il mare: «Per noi non c’è storia. La domenica si va nelle valli piacentine... Quindi c’è anche il tempo di dire grazie».
Il grazie alla montagna ha fatto uno scatto in avanti a dicembre, quando in redazione non ci è proprio andato giù il fatto che ci fossero comuni con meno di mille abitanti rimasti così a secco di speranza, intenti ad arrancare anche solo per poter avere una piccola biblioteca, un gioco nuovo per il parco, i canestri per giocare a basket.
La periferia non può fare comodo solo quando si cerca lo sfondo da cartolina o una boccata d’ossigeno se la città è coperta dallo smog. «Libertà c’è per la montagna, lo dimostriamo ogni giorno», ha detto il presidente del gruppo editoriale Libertà Alessandro Miglioli. Che ha aperto anche una nuova possibilità ai sindaci presenti: «Si fa sempre fatica, oggi, a contare su consegne postali efficienti in montagna. Potremmo creare insieme un hub anche per la consegna dei giornali. Se qualcuno vuole approfondire il progetto sono a disposizione».
Come Fondazione Ronconi-Prati, invece, l’impegno a pensare ai territori che non hanno ricevuto doni, come Ottone e Morfasso, mentre dal direttore Gian Luca Rocco è arrivata la garanzia della quotidiana presenza a fianco di chi è più debole e non può rischiare di finire ai margini. La giornalista di Libertà Paola Brianti conclude: «Qui ci è stato insegnato che non conta quanti abitanti abbia un paese, quel paese va ascoltato, sempre, ogni giorno. Tre abitanti valgono come tremila in un quartiere di città».