Sos islamismo "rosso"? Baradai: «No, a Piacenza lavoriamo tutti insieme»
Il “Giornale” indica la nostra città come «focolaio» dell’alleanza tra sinistra radicale e musulmani. Il presidente Ucoii: qui solo inclusione e apertura
Thomas Trenchi
|1 giorno fa

Il centro islamico sulla Caorsana e, nel tondo, Yassine Baradai, presidente Ucoii
«Piacenza focolaio dell’islamismo rosso». È il titolo con cui il quotidiano nazionale Il Giornale ha acceso i riflettori sulla nostra città, descritta come uno dei centri più strutturati dell’Islam organizzato in Italia. Nell’articolo firmato da Francesco Boezi viene citato Yassine Baradai, figura di riferimento della comunità musulmana locale e presidente dell’Ucoii. Secondo il quotidiano, «Piacenza è diventata un crocevia importante per l’attività islamista anche grazie alla presenza di una rete di associazioni e centri culturali che dialogano con il mondo sindacale e con esponenti della sinistra radicale».
Accuse respinte da Baradai, interpellato da Libertà: «L’Islam non è una presenza recente in Italia. Ciò nonostante, una parte marginale dell’informazione tende a rappresentare le comunità musulmane come un fenomeno estraneo». E ancora: «Si tende ad associare in modo sistematico l’Islam a estremismo, radicalismo o terrorismo, anche in assenza di nessi verificabili». Una narrazione che, aggiunge, «rischia di consolidare un’immagine distorta».
Poi Baradai rivendica un percorso ben diverso: «Nel tempo, la comunità locale ha costruito percorsi di inclusione e collaborazione, lavorando con amministrazioni di diverso orientamento politico, con altre confessioni religiose e con la società civile». Sul piano nazionale, conclude, «l’Ucoii è disponibile a rafforzare la collaborazione istituzionale, anche attraverso un’intesa con lo Stato».

