Campi verticali, app per lo studio e un'AI per l'immobiliare
Sei nuove idee d'impresa presentate all'ex Carmine per "Startup Creation Lab"
Leonardo Chiavarini
|2 giorni fa

Alcuni momenti dell'evento finale al Laboratorio Aperto, in cui i 6 team hanno presentato le loro idee di Startup - © Libertà/Leonardo Chiavarini
Sei idee d'impresa raccontano la realtà vista attraverso gli occhi dei giovani. È culminata in un "Demo day”, al Laboratorio Aperto-ex chiesa del Carmine, la seconda edizione di "Startup creation lab”, l'iniziativa realizzata da "Gate Rei” e "Open Lab” in collaborazione con il Comune di Piacenza nell'ambito del progetto Atuss. Decine di ragazzi hanno partecipato, mettendosi in gioco con entusiasmo. Tra loro, anche diversi studenti internazionali provenienti dai 4 atenei piacentini: il progetto gratuito, infatti, è stato reso possibile da fondi europei della Regione Emilia-Romagna e ha ricevuto il patrocinio di "Piacenza città delle università”. Un resoconto dell'iniziativa è già apparso sulle pagine della cronaca, qui, nello spazio di "Green Future”, possiamo conoscere nel dettaglio le 6 idee di startup che i 6 team hanno presentato a una giuria di esperti. I progetti sono quasi tutti in fase embrionale, ma ciascuno prende il via dall'osservazione acuta di bisogni attuali, diversi per ambito e per settore. Scopriamoli insieme.
PER UNA PIACENZA MULTICULTURALE
«Un'app che nasce dalla quotidianità di uno straniero con origini orientali, che vive in una città italiana, sperimentandone vantaggi e svantaggi». A presentarla è Dipon Bose, giovane professionista indiano residente in Italia. «Nella nostra città, gli studenti, i piacentini e i turisti o lavoratori stranieri hanno spesso bisogni diversi», nota Bose. L'app Caravanserai, partendo da questi bisogni, cerca di valorizzare al meglio il rapporto tra i vari utenti e una piccola città come Piacenza, in grado di offrire, spiega, «collaborazione, legami forti e profondo rispetto per le relazioni umane». Attraverso la progettazione di esperienze e servizi, Caranvaserai app punta a semplificare ulteriormente l'esperienza piacentina di chi arriva da lontano, per studio, lavoro o anche soltanto per una vacanza.
«Un'app che nasce dalla quotidianità di uno straniero con origini orientali, che vive in una città italiana, sperimentandone vantaggi e svantaggi». A presentarla è Dipon Bose, giovane professionista indiano residente in Italia. «Nella nostra città, gli studenti, i piacentini e i turisti o lavoratori stranieri hanno spesso bisogni diversi», nota Bose. L'app Caravanserai, partendo da questi bisogni, cerca di valorizzare al meglio il rapporto tra i vari utenti e una piccola città come Piacenza, in grado di offrire, spiega, «collaborazione, legami forti e profondo rispetto per le relazioni umane». Attraverso la progettazione di esperienze e servizi, Caranvaserai app punta a semplificare ulteriormente l'esperienza piacentina di chi arriva da lontano, per studio, lavoro o anche soltanto per una vacanza.
PER UNO STUDIO PIÚ ACCESSIBILE E INCLUSIVO
Il digitale protagonista anche nella seconda proposta: "DSAmind”, raccontata da Pornima Truffelli. Qui, il focus riguarda l'ambito dell'educazione e, in particolare, i Disturbi specifici dell'apprendimento. "DSAmind” è infatti un'applicazione per dispositivi mobili progettata per rendere lo studio più accessibile, inclusivo ed efficace. Si rivolge in particolare agli studenti con disturbi dell'apprendimento, ma promette di essere vantaggiosa per chiunque. «L'app trasforma testi lunghi e complessi in mappe concettuali – spiega Truffelli – tramite l'utilizzo di parole chiave, colori, icone e layout strutturati per ridurre il carico cognitivo e migliorare la comprensione e la memoria». La volontà alla base è offrire un nuovo strumento di studio in grado di essere al contempo digitale e inclusivo, «favorendo – continua la portavoce del progetto – l'equità educativa e le capacità di studio autonomo»
Il digitale protagonista anche nella seconda proposta: "DSAmind”, raccontata da Pornima Truffelli. Qui, il focus riguarda l'ambito dell'educazione e, in particolare, i Disturbi specifici dell'apprendimento. "DSAmind” è infatti un'applicazione per dispositivi mobili progettata per rendere lo studio più accessibile, inclusivo ed efficace. Si rivolge in particolare agli studenti con disturbi dell'apprendimento, ma promette di essere vantaggiosa per chiunque. «L'app trasforma testi lunghi e complessi in mappe concettuali – spiega Truffelli – tramite l'utilizzo di parole chiave, colori, icone e layout strutturati per ridurre il carico cognitivo e migliorare la comprensione e la memoria». La volontà alla base è offrire un nuovo strumento di studio in grado di essere al contempo digitale e inclusivo, «favorendo – continua la portavoce del progetto – l'equità educativa e le capacità di studio autonomo»
PER GLI OBIETTIVI DI UNA VITA
Eliminare le distrazioni e concentrarsi a pieno su ciò che si vuole. L'app FocusIn, presentata da Elia Gazzola promette un aiuto «a focalizzarsi su ciò di cui si ha realmente bisogno per raggiungere i propri obiettivi». Tramite un'interfaccia digitale dal carattere dark e minimalista è possibile scegliere tre priorità chiave e monitorare in modo preciso e ordinato le proprie abitudini, giorno per giorno. «Uno strumento utile – dice Gazzola – per andare dritto all'essenziale».
Eliminare le distrazioni e concentrarsi a pieno su ciò che si vuole. L'app FocusIn, presentata da Elia Gazzola promette un aiuto «a focalizzarsi su ciò di cui si ha realmente bisogno per raggiungere i propri obiettivi». Tramite un'interfaccia digitale dal carattere dark e minimalista è possibile scegliere tre priorità chiave e monitorare in modo preciso e ordinato le proprie abitudini, giorno per giorno. «Uno strumento utile – dice Gazzola – per andare dritto all'essenziale».

PER COLTIVARE IN MODO INNOVATIVO E SOSTENIBILE
Torri verticali che sfruttano un sistema di nebulizzazione a circuito chiuso. Questa l'idea alla base di "ORTO”, il progetto di startup presentato nel pitch di Mateja Vukašinovic e Faraj Valizada. Il settore è quello dell'agritech, dove agricoltura ed economia si incontrano per riscrivere il futuro. "ORTO”, in quanto sistema modulare di coltivazione aeroponica, punta a trovare casa negli ambienti urbani e universitari, consentendo una produzione alimentare locale tutto l'anno con un consumo minimo di risorse. «Il progetto funziona come un laboratorio vivente che collega agronomia, economia e formazione sulla sostenibilità per rafforzare la resilienza alimentare regionale – spiegano Vukašinovic e Valizada – Infatti, ORTO riduce il consumo di acqua, elimina l'impoverimento del suolo, riduce i chilometri percorsi dagli alimenti e offre rese costanti indipendentemente dal clima».
Torri verticali che sfruttano un sistema di nebulizzazione a circuito chiuso. Questa l'idea alla base di "ORTO”, il progetto di startup presentato nel pitch di Mateja Vukašinovic e Faraj Valizada. Il settore è quello dell'agritech, dove agricoltura ed economia si incontrano per riscrivere il futuro. "ORTO”, in quanto sistema modulare di coltivazione aeroponica, punta a trovare casa negli ambienti urbani e universitari, consentendo una produzione alimentare locale tutto l'anno con un consumo minimo di risorse. «Il progetto funziona come un laboratorio vivente che collega agronomia, economia e formazione sulla sostenibilità per rafforzare la resilienza alimentare regionale – spiegano Vukašinovic e Valizada – Infatti, ORTO riduce il consumo di acqua, elimina l'impoverimento del suolo, riduce i chilometri percorsi dagli alimenti e offre rese costanti indipendentemente dal clima».
PER PORTARE L'IA NELLE AZIENDE
L'idea "PrimeNode”, presentata da Donato Lorenzo Salzillo, vuole essere una piattaforma scalabile di noleggio server in grado di fornire «potenza di calcolo alle aziende che desiderano sviluppare e implementare i propri strumenti di intelligenza artificiale». Il progetto, infatti, si concentra sulla fornitura di un'infrastruttura flessibile e on demand. Le aziende interessate possono dunque creare, testare ed eseguire soluzioni di intelligenza artificiale senza investire in hardware sofisticati e appositamente dedicati.
L'idea "PrimeNode”, presentata da Donato Lorenzo Salzillo, vuole essere una piattaforma scalabile di noleggio server in grado di fornire «potenza di calcolo alle aziende che desiderano sviluppare e implementare i propri strumenti di intelligenza artificiale». Il progetto, infatti, si concentra sulla fornitura di un'infrastruttura flessibile e on demand. Le aziende interessate possono dunque creare, testare ed eseguire soluzioni di intelligenza artificiale senza investire in hardware sofisticati e appositamente dedicati.
PER MOSTRARE LE CASE IN VENDITA
L'intelligenza artificiale anche al centro dell'idea portata da Simone Devoti: "VideoEstate.ai”. Si tratta di un software pensato per il B2B e che, più precisamente, punta a rivolgersi alle agenzie immobiliari, generando per loro contenuti di breve durata per i social. "VideoEstate.ai” parte da immagini e annunci immobiliari statici e li "anima”, realizzando video a basso costo, grazie all'intelligenza artificiale generativa.
L'intelligenza artificiale anche al centro dell'idea portata da Simone Devoti: "VideoEstate.ai”. Si tratta di un software pensato per il B2B e che, più precisamente, punta a rivolgersi alle agenzie immobiliari, generando per loro contenuti di breve durata per i social. "VideoEstate.ai” parte da immagini e annunci immobiliari statici e li "anima”, realizzando video a basso costo, grazie all'intelligenza artificiale generativa.

