C'è anche una "luce" piacentina nel film "La Grazia" di Sorrentino

Davide Groppi ha fornito lampade, scelte personalmente dal regista, per illuminare la scenografia. Gioco di penombre sui dubbi di Servillo

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|1 ora fa
C'è anche una "luce" piacentina nel film "La Grazia" di Sorrentino
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Più di un piacentino si è accorto di quel tocco “di casa” nell’ultimo film di Paolo Sorrentino. Nei titoli di coda de “La Grazia”, da martedì al cinema anche nella nostra città, appare infatti il nome di Davide Groppi. Un nome che è sinonimo di luce e del migliore design piacentino grazie alle celebri lampade prodotte.
Groppi, con il basso profilo che ha scelto quale misura di vita e di apparizioni pubbliche, contattato, conferma che l’impresa che porta il suo nome ha fornito le lampade, scelte personalmente dal regista Sorrentino per alcune scene. Nel lungometraggio del dubbio, come è stato ribattezzato il film che ruota intorno alla figura di un presidente della Repubblica - Mariano De Santis - attraversato da interrogativi e incertezze, la costruzione degli ambienti ha avuto un ruolo fondamentale. Raccontano anche gli stati d’animo.
Al presidente entrato nell’ultima stagione del suo mandato, il grande attore Toni Servillo conferisce tutte le sfumature necessarie a chi deve prendere decisioni enormi e tormentate, prima di congedarsi dalla carriera pubblica. Il richiamo morale, la solitudine, i ricordi, anche quelli d’amore, sono calati nella scenografia di Ludovica Ferrario: molto legno insieme a penombre che ora mostrano, ora celano. Sembra che sia proprio la penombra a vincere e a dare sostanza al dubbio.
Ed è la luce di Groppi ad illuminare la scenografia di Ferrario. La cornice - spiega Groppi - è il risultato della somma di numerosi pezzi di design che costruiscono i paesaggi domestici de il Quirinale. Tra questi, le lampade da tavolo a luce diretta “FM” e “VIS À VIS”.