Ripartire dopo le feste

Come tornare ad allenarsi senza stress (e senza farsi male)

Paola Miretta
|1 giorno fa
Ripartire dopo le feste
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Gennaio è il mese delle ripartenze.
Dopo le feste nasce spesso il desiderio di rimettersi in moto, ma il rischio è quello di farlo troppo in fretta, spinti più dal senso di colpa e del dovere che dall’ascolto del corpo.
La verità è semplice: non c’è nulla da recuperare. C’è solo da riprendere, con intelligenza e gradualità.
Cosa succede davvero al corpo dopo le feste
Il periodo natalizio non è una semplice pausa mentale, ma un vero cambiamento fisiologico. Anche chi si è mosso un po’ avverte spesso rigidità, fiato corto, gambe pesanti o una sensazione di “corpo poco reattivo”.
Questo perché, a livello fisico:
• i muscoli e le fasce diventano meno elastici a causa di posture statiche e movimenti ripetitivi;
• il sistema neuromuscolare perde precisione, soprattutto nei muscoli stabilizzatori profondi;
• il sistema nervoso resta più affaticato per ritmi irregolari, stimoli continui e poco recupero;
• la respirazione tende a diventare più superficiale, riducendo ossigenazione ed efficienza durante lo sforzo.
Ripartire ignorando questi segnali espone a compensi, infiammazioni e a quella fastidiosa sensazione di “non sentirsi nel corpo”.
L’errore dei buoni propositi estremi
Uno degli errori più comuni di gennaio è voler compensare: più allenamenti, più intensità, meno pause.
Dal punto di vista fisiologico, però, gli stimoli troppo bruschi vengono percepiti come stress, non come miglioramento.
Il sistema nervoso va in difesa, la qualità del movimento peggiora e la motivazione cala rapidamente.
La vera ripartenza non è aggressiva: è graduale, sostenibile e ben programmata.
Come tornare ad allenarsi nel modo giusto (in modo pratico)
Ripartire bene significa rimettere il corpo nelle condizioni di lavorare in sicurezza ed efficacia.
Il primo passo è dare spazio al riscaldamento. A gennaio non è un dettaglio, ma una parte fondamentale dell’allenamento: mobilità della colonna, anche e spalle, esercizi di respirazione e attivazione dolce aiutano ad aumentare la temperatura corporea e a riattivare il sistema nervoso.
Nei primi 7–10 giorni è utile ridurre carichi e intensità, anche se ci si sente “in grado”.
Questo permette di migliorare la qualità del gesto, ridurre il rischio di infiammazioni e ritrovare fiducia nel movimento.
È il momento ideale per lavorare su controllo, tecnica e consapevolezza.
Allenamenti come il Pilates sono preziosi perché rieducano il corpo al movimento corretto e preparano a carichi e ritmi più elevati.
Infine, conviene puntare sulla frequenza, non sull’intensità:
3–4 sessioni settimanali da 20–30 minuti sono molto più efficaci di pochi allenamenti lunghi e stressanti.
Il ruolo del Pilates nella fase di rientro
Il Pilates è uno strumento ideale nella fase post-feste perché lavora su più livelli contemporaneamente. Migliora mobilità e postura, riattiva il core profondo, riorganizza la respirazione e calma il sistema nervoso.
Dal punto di vista neuromuscolare, aiuta a ricostruire il controllo prima di aumentare l’intensità di altri allenamenti.
Ripartire dal controllo significa prevenire infortuni e creare basi solide per tutto l’anno.
Quanto tempo serve per ritrovare il ritmo
Una delle domande più frequenti è: “Quanto ci vorrà per tornare in forma?”
La risposta è: meno di quanto pensi, se rispetti i tempi giusti.
In genere bastano 2–3 settimane di allenamento costante e ben calibrato per:
• ridurre rigidità e affaticamento;
• migliorare coordinazione e resistenza;
• riaccendere energia e motivazione.
La chiave non è accelerare, ma non interrompere.
Ripartire significa prendersi cura
Gennaio non è il mese delle punizioni, ma quello della cura intelligente.
Allenarsi deve tornare a essere un gesto che sostiene il corpo, non che lo mette sotto pressione.
Quando scegli gradualità, ascolto e costanza, il corpo risponde con energia, stabilità e fiducia.
Ed è da qui che nasce un percorso che dura tutto l’anno.
Ripartire dopo le feste non significa fare di più, ma fare meglio.
Il vero cambiamento non inizia con uno sforzo estremo, ma con una scelta consapevole e sostenibile.