BrokenLore: Unfollow e la paura dei social
Pubblicato un nuovo tassello della serie
Francesco Toniolo
|2 giorni fa

Da poco è stato pubblicato BrokenLore: Unfollow
Il 16 gennaio è stato pubblicato il videogioco horror BrokenLore: Unfollow di Serafini Productions. L’azienda ha sede in Giappone ma molte delle persone che hanno lavorato a questo prodotto sono italiane, a partire dal game director e producer Sebastiano Serafini. Unfollow aggiunge un tassello alla serie BrokenLore che il team sta portando avanti nel corso del tempo. La loro idea è quella di realizzare una serie di brevi storie dell’orrore, a volte legate tra di loro, seguendo l’ispirazione delle tradizionali narrazioni sui fantasmi giapponesi, che presentavano una serie di racconti più o meno brevi raccolti insieme. In alcuni casi, la serie BrokenLore si è ispirata a queste storie anche per l’ambientazione, come nel caso di BrokenLore: Low (uscito all’inizio del 2025), che è ambientato in uno sperduto villaggio giapponese avvolto nella nebbia. In altri casi, invece, le storie sono molto più contemporanee e urbane, come in BrokenLore: Don’t Watch (sempre pubblicato nel 2025), in cui seguiamo le vicende di un giovane hikikomori, cioè uno di quei ragazzi che non escono mai dalla loro casa e talvolta nemmeno dalla loro stanza. Come suggerisce il termine, gli hikikomori nascono come un fenomeno prevalentemente giapponese, ma sono ormai piuttosto diffusi anche in Italia.

Da quest’ultimo esempio emerge quello che è uno dei fili rossi che unisce gli horror di Serafini Productions: la scelta di legare le loro storie di paura a differenti forme di problematiche contemporanee o di disagio sociale. A volte sono gli hikikomori, a volte l’alcolismo e la dipendenza, in BrokenLore: Unfollow sono l’impatto negativo dei social media e l’anoressia. Giochiamo nei panni di Anne, una ragazza vittima di bullismo. Anne è perseguitata da oscure e mostruose entità che rappresentano i traumi che ha subito. Come modalità di gioco, BrokenLore: Unfollow si inserisce all’interno dell’ampia e apprezzata gamma di videogiochi horror in prima persona (in cui, cioè, vediamo il mondo con gli occhi della protagonista), basati sulla costruzione dell’atmosfera e con interazioni ridotte. È un filone che ha riscosso grande apprezzamento nell’ultimo decennio, a partire dallo storico P.T. del 2014, la demo di quello che sarebbe dovuto essere un progetto più ampio, mai portato a termine. Esperimenti come P.T. hanno mostrato la possibilità di sviluppare esperienze horror spaventose in spazi limitati, come la relativamente piccola abitazione del gioco, che tuttavia continua a mutare costantemente in una sorta di incubo allucinatorio. Da lì in avanti si sono moltiplicati questi videogiochi “domestici” e con visuale in prima persona, che puntano sulla combinazione tra spaventi improvvisi e costruzione dell’atmosfera, lasciando da parte altre caratteristiche dei videogiochi horror precedenti (come i combattimenti con armi da fuoco della storica serie Resident Evil).
Tornando a BrokenLore: Unfollow, siamo davanti a un gioco che si inserisce in questa ormai lunga e nobile tradizione, scegliendo di focalizzarsi sull’effetto dei social, che sono una presenza costante (per esempio, compare un contatore a schermo che segnala i follower persi o acquisiti). Non è un videogioco educativo e non deve essere pensato in quest’ottica. È una breve esperienza con cui spaventarsi, come davanti a una storia di fantasmi. Il gioco è disponibile su computer, PlayStation 5 e Xbox Series.
Tornando a BrokenLore: Unfollow, siamo davanti a un gioco che si inserisce in questa ormai lunga e nobile tradizione, scegliendo di focalizzarsi sull’effetto dei social, che sono una presenza costante (per esempio, compare un contatore a schermo che segnala i follower persi o acquisiti). Non è un videogioco educativo e non deve essere pensato in quest’ottica. È una breve esperienza con cui spaventarsi, come davanti a una storia di fantasmi. Il gioco è disponibile su computer, PlayStation 5 e Xbox Series.

