Le tentazioni dei saldi di Steam

Gli sconti valgono anche per i videogiochi

Francesco Toniolo
|8 ore fa
La piattaforma Steam- © Libertà/Francesco Toniolo
La piattaforma Steam- © Libertà/Francesco Toniolo
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Una volta ho letto che “comprare libri e leggere libri sono due hobby differenti” e a quanto pare in Giappone esiste anche un termine per definire l’accumulo di libri: tsundoku. Personalmente mi ritrovo in quella definizione e ogni tanto la cito anche io, più o meno scherzosamente, visto che possiedo un numero spropositato di libri, in costante aumento, e nonostante io sia un lettore forte è improbabile che riuscirò mai a finirli. Questo vale anche per i videogiochi, soprattutto quando arrivano i periodi dei saldi, come quelli natalizi delle settimane passate, in cui sugli store digitali è possibile trovare migliaia di videogiochi a prezzi molto bassi.
Il fenomeno è interessante per varie ragioni, a partire dal termine stesso che viene utilizzato. I saldi vengono utilizzati dai negozi (lo si vede soprattutto con quelli di abbigliamento) per liberarsi rapidamente della merce invenduta. Tenerla lì gli darebbe solo problemi, tra ulteriori tasse da pagare, ingombro del magazzino e altro, per cui è meglio venderla in forte sconto anche se il guadagno è basso o persino nullo. Con dei videogiochi digitali questi problemi non si verificano, non essendoci costi di magazzino o problemi del genere. I saldi hanno allora altri scopi. Per prima cosa, ravvivano le vendite di videogiochi pubblicati da molto tempo, che hanno ormai esaurito la loro naturale “coda lunga” di vendite, così che possono tornare a generare qualche guadagno senza essere solo un peso morto. In secondo luogo, possono essere un test per comprendere meglio l’interesse del pubblico e quanto il target sia estendibile.
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Chi è molto appassionato di un certo genere o di una certa saga tende ad acquistare subito, a prezzo pieno, un nuovo prodotto. Sui tiepidi e gli indecisi può essere utile testare varie forme di scontistica, vedendo se c’è una differente fascia di prezzo che va a convincerli (e se non sono comunque convinti significa che probabilmente il problema sta altrove). Questo può essere fatto più o meno in qualsiasi momento, ma sfruttare i saldi può offrire un ulteriore vantaggio, che sfrutta la psicologia del potenziale acquirente. Durante i saldi natalizi è facile abbassare la guardia e finire per comprare più del necessario. C’è un senso di urgenza (quei prezzi non dureranno per sempre), le piattaforme suggeriscono costantemente degli altri videogiochi simili a quelli che stai acquistando, molti hanno anche appena ricevuto tredicesime, mancette natalizie o dintorni, per cui ci sono questi e altri elementi che portano a riempire il carrello più di quel che ci si sarebbe aspettati. Ovviamente si vedono situazioni molto simili anche in tanti altri ambiti, pure molti punti vendita fisici. L’ulteriore passaggio, qui, riguarda la comodità di avere tutto dentro a una piattaforma e soprattutto l’immediatezza del prodotto digitale, che appena acquistato può essere subito installato e fruito. Anche se, come avrete forse intuito, gran parte di quei videogiochi potrebbero non venire mai giocati, proprio come i bibliofili accumulano libri che non leggeranno mai.
Per lasciarvi con qualche curiosità personale, durante i saldi natalizi ho acquistato ben quarantasette videogiochi sulla piattaforma Steam. Molti di questi costavano una cifra tra uno e i tre euro circa. Molto meno di un biglietto del cinema o di un libro, per dei videogiochi che a volte durano decine di ore. Ne ho installati trentuno e ne ho giocati (ma non necessariamente finiti) una ventina.