LEGO Ninjago, quando il gioco insegna a collaborare

Il turno di ogni ninja comincia svelando una carta Evento, poi il giocatore muove il proprio attraverso ambienti comunicanti

Carlo Chericoni
|2 ore fa
LEGO Ninjago
LEGO Ninjago
4 MIN DI LETTURA
In questa rubrica abbiamo già raccontato come i giochi da tavolo possano aiutare i più giovani a sviluppare capacità logiche, attenzione e abilità sociali: benefici confermati da numerose ricerche condotte in ambito scolastico e dedicate all’apprendimento infantile.
Il valore educativo, da solo, non basta a strappare un bambino allo schermo: ad attirarlo sono soprattutto un marchio che già conosce e ama e regole abbastanza semplici da farlo entrare subito nel gioco. È proprio dall’incontro tra una meccanica accessibile e un immaginario ormai consolidato che nasce LEGO NINJAGO: Destiny’s Bounty Adventures, il nuovo board game dedicato all’universo narrativo originale più longevo dell’azienda danese. Dal debutto nel 2011, NINJAGO ha dato vita a oltre 500 set di costruzioni, più di 200 episodi televisivi, un film e numerosi videogiochi, conquistando generazioni diverse e rivolgendosi oggi tanto ai bambini quanto a chi ha imparato ad amare i suoi eroi molti anni fa.
Da due a quattro partecipanti assumono il ruolo di Kai, Nya, Cole e Zane e collaborano per difendere il Vascello del Destino
, la celebre nave dei ninja, dall’assalto di un’orda di criminali. Per vincere devono far avanzare il Tracciato della Vittoria sconfiggendo i nemici e superando prove di maestria, cercando al tempo stesso di fermare gli invasori, gestiti dal gioco, prima che attraversino le diverse stanze e raggiungano le aree più importanti dell’imbarcazione.
Il turno di ogni ninja comincia svelando una carta Evento, che può far comparire nuovi criminali, avanzare quelli già presenti oppure collocare nelle stanze segnalini Maestria da recuperare. Il giocatore muove poi il proprio ninja attraverso gli ambienti comunicanti e affronta i nemici presenti nella stanza in cui si ferma. Se uno di loro è troppo forte, può coinvolgere i compagni che si trovano a una stanza di distanza e sommare la loro forza alla propria, rendendo la collaborazione indispensabile per respingere l’assalto.
La scatola del gioco
La scatola del gioco
A dare alle partite il ritmo di un episodio della serie animata ci pensano le carte Avventura. Ogni scenario è suddiviso in capitoli che, dopo un determinato numero di turni, prendono il posto della consueta carta Evento, facendo progredire la storia, introducendo nuovi avvenimenti e, in alcuni casi, aggiungendo regole valide fino alla conclusione della partita.
Con il procedere della storia crescono anche le abilità degli eroi protagonisti. Ogni ninja inizia la partita con due Spinjitzu Tornado montati sulla base, che ne determinano sia la forza sia il numero massimo di movimenti. Quando il gruppo raggiunge determinate caselle del Tracciato della Vittoria, tutti ricevono un Tornado aggiuntivo e diventano così più potenti e più veloci.
Ancora più gratificanti sono le carte Potenziale, che oltre a sbloccare nuove capacità, come attraversare i muri o colpire nemici a distanza, permettono di modificare fisicamente il proprio personaggio: il giocatore prende la minifigure e le monta l’arma o l’equipaggiamento LEGO raffigurato sul retro della carta. Il miglioramento diventa così visibile e tangibile: il ninja cambia aspetto, si arricchisce di accessori e racconta attraverso la propria trasformazione i progressi compiuti durante la missione.
Questi potenziamenti diventano presto indispensabili, perché mentre la squadra accresce la propria forza i criminali continuano ad avanzare verso le zone della nave contrassegnate dal teschio, avvicinando la sconfitta ogni volta che riescono a raggiungerne una. Ogni turno impone quindi una scelta: intervenire dove l’emergenza è maggiore, recuperare un segnalino utile oppure aiutare un compagno contro un avversario troppo forte? Intorno al tavolo si discutono le mosse, si elaborano strategie e si festeggia insieme quando una combinazione ben studiata riesce a liberare una stanza che sembrava ormai perduta.
Le sei avventure incluse nella scatola introducono preparazioni, obiettivi e sorprese differenti, aumentando progressivamente la difficoltà. La durata, attorno ai trenta o quaranta minuti, evita che l’attenzione cali, mentre i poteri diversi dei protagonisti spingono sempre a cambiare approccio. Il divertimento nasce soprattutto dal confronto continuo tra i partecipanti, chiamati a discutere le mosse, scegliere insieme le priorità e trovare una soluzione quando la situazione sembra ormai compromessa. Capacità logiche e abilità sociali si sviluppano così nel modo più naturale possibile, mentre tutti sono concentrati soprattutto sul piacere di vincere insieme: il Vascello del Destino può essere salvato in una sera, ma imparare a collaborare è una conquista destinata a durare molto più a lungo.
Il primo titolo
Il primo titolo
PRIMA DEI MATTONI C'ERANO I GIOCHI DA TAVOLO: LA STORIA MENO NOTA DEL GROUP
Se un gioco da tavolo LEGO vi sembra l’unione geniale di due mondi, sappiate che non è affatto un’idea recente.
Prima dell’arrivo dei celebri mattoncini di plastica, The LEGO Group produceva soprattutto giocattoli in legno e nel 1948 realizzò Monypoli Køreprøvespil, un titolo educativo dedicato alla sicurezza stradale. Già l’anno successivo, però, avviò la produzione dei primi elementi da costruzione in plastica, destinati a cambiare radicalmente la storia dell’azienda, mentre quella precoce incursione nel mondo dei giochi da tavolo rimase a lungo senza seguito.
Bisognò attendere il 1997 per LEGO Time Cruisers Game
, un semplice «tira il dado e muovi» nel quale le minifigure viaggiavano su un tabellone di cartone attraverso epoche diverse. Nel 1998 arrivò LEGO Treasure Quest, una caccia al tesoro in cui un forziere elettronico riconosceva le chiavi trovate e indicava ai giocatori dove proseguire, seguito l’anno successivo da LEGO Creator, una corsa nella quale i giocatori raccoglievano i pezzi sul tabellone per completare per primi il modello indicato dalla propria carta.
La svolta arrivò nel 2009 con il lancio della linea LEGO Games, che comprendeva numerosi giochi da tavolo, tra cui Minotaurus, Ramses Pyramid e Creationary. Pur basandosi su meccaniche differenti, questi titoli condividevano l’impiego di tabelloni e ambienti costruiti con i mattoncini, minifigure e, soprattutto, del caratteristico dado LEGO, personalizzabile applicando tessere diverse sulle sue facce.
L’idea raggiunse la sua forma più ambiziosa nel 2011 con Heroica, una serie fantasy che trasformava i mattoncini in un piccolo mondo da esplorare. Ogni scatola conteneva un territorio popolato da eroi, mostri, tesori e ostacoli, nel quale i personaggi attraversavano sotterranei, affrontavano nemici e raccoglievano equipaggiamenti. I diversi set potevano inoltre essere collegati per creare missioni più ampie e articolate. Quello stesso anno, la linea accolse anche Ninjago: The Board Game, prima trasposizione da tavolo dell’universo dei ninja LEGO.
Non tutte le incursioni LEGO nel settore richiedevano però di montare qualcosa. Il marchio concesse i propri universi in licenza anche ai giochi di carte, come BIONICLE: Quest for the Masks, pubblicato nel 2001 e il LEGO NINJAGO Trading Card Game, lanciato nel 2016.
Dopo la conclusione della linea LEGO Games, il marchio danese rimase lontano dai board game per oltre un decennio, fino alla nuova collaborazione avviata con Asmodee. Il primo risultato fu Monkey Palace, pubblicato nel 2024, nel quale i partecipanti contribuiscono alla costruzione di un unico palazzo tridimensionale, ma competono realizzando scale sempre più lunghe, alte e ricche di archi. L’anno successivo, Brick Like This! ha invece portato i mattoncini nel territorio dei party game.
Divisi in squadre, i partecipanti si alternano nei ruoli di istruttore e costruttore: il primo deve descrivere un modello raffigurato su una carta che soltanto lui può vedere, mentre il compagno cerca di riprodurlo il più velocemente possibile, gareggiando contemporaneamente contro le altre coppie.
Dalle prime esperienze del dopoguerra alle collaborazioni più recenti, LEGO ha mantenuto con il gioco da tavolo un rapporto discontinuo ma mai davvero interrotto, tornando più volte a esplorarlo per trovare nuovi modi di mettere in gioco i propri universi e, naturalmente, i propri mattoncini.