Falsi vaccini al “no vax” in cambio di soldi, ex infermiera Ausl condannata a cinque anni

La difesa sosteneva che l’ex infermiera fosse incapace d’intendere e di volere quando commise le condotte contestate

Paolo Marino
Paolo Marino
|1 ora fa
Falsi vaccini al “no vax” in cambio di soldi, ex infermiera Ausl condannata a cinque anni
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È stata condannata alla pena di cinque anni e 20 giorni di reclusione l’ex infermiera dell’Ausl di Piacenza che nel 2021 avrebbe somministrato falci vaccini anti-Covid a «no vax» che si recavano al centro vaccinale allestito all’Arsenale. Vita Bagnulo era imputata dei reati di corruzione e falso. Infatti, secondo quanto emerso dalle indagini, in molti casi si sarebbe fatta pagare 250 euro per simulare l’iniezione e fare ottenere un green pass.
Un caso che fece molto clamore, nel febbraio del 2022, quando la professionista dell’azienda sanitaria venne arrestata. «Se i fatti fossero confermati, saremmo di fronte ad un comportamento di assoluta gravità, inaccettabile per un’intera comunità che da due anni sta affrontando la pandemia, con tutto il carico di dolore per le perdite dei propri cari, per i sacrifici personali, sociali ed economici», erano state le parole dell’assessore regionale alla salute Raffaele Donini.
La donna, difesa dall’avvocata Giusy Campagna, è stata processata con rito abbreviato e per questo ha potuto godere di uno sconto di un terzo della pena. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice Erisa Pirgu. Quattordici persone, che avrebbero ottenuto il green pass con l’inganno, hanno patteggiato la pena. Per accedere al patteggiamento hanno restituito il costo del vaccino, stabilito in 22,82 euro, e - per chi ha pagato - anche il prezzo della corruzione.
La difesa sosteneva che l’ex infermiera fosse incapace d’intendere e di volere quando commise le condotte contestate. Una prima perizia psichiatra aveva avallato tale tesi, poi smentita da una seconda perizia disposta dalla giudice.
Nella sentenza di patteggiamento viene sinteticamente riassunto il sistema illecito.
«Ogni condotta medica contraria ai vaccini risulta inaccettabile»
Il presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza, Augusto Pagani: «I medici e tutto il personale sanitario sono responsabili di un comportamento coerente con la missione e la professione che hanno scelto e su cui hanno giurato. Il loro operato deve essere conseguente e consono alle scoperte scientifiche e alle evidenze cliniche che, nel tempo, hanno portato ad accertare che le vaccinazioni sono uno dei presidi più importanti della medicina moderna. Ogni comportamento contrario alla pratica vaccinale è deontologicamente non accettabile e non deve essere consentito. Sono molto fermo e convinto a collaborare con le istituzioni per evitare di alimentare idee, timori e sospetti immotivati e dannosi».
«Voleva vaccinarsi, mia madre dissuasa dall'infermiera»
Lettera a Libertà su un caso recente: «Che ruolo dovrebbe avere un operatore sanitario?» «Quale ruolo dovrebbe avere un operatore sanitario nel momento in cui un cittadino si rivolge a lui per ricevere una prestazione riguardante la prevenzione di una patologia?». La domanda, più che pertinente, non l’abbiamo posta noi, ma arriva da una piacentina che ha affidato a una lettera, inviata a Libertà, la vicenda capitata pochi giorni fa alla madre di 64 anni, che si è recata all’ambulatorio del proprio medico di famiglia con l’intenzione di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale.
Secondo quanto riferito nella missiva, durante il colloquio preliminare, l’infermiera incaricata della somministrazione avrebbe rivolto alla donna, in buona salute e priva di particolari patologie, alcune domande manifestando evidenti perplessità sull’opportunità del vaccino.