Addio quiet luxury, tra le star dei Globes trionfa la teatralità
Sul red carpet di Los Angeles volumi scultorei e pezzi d’archivio provocanti hanno spazzato via rigore stilistico e minimalismo
Giulia Marzoli
|1 settimana fa

Jennifer Lawrence al Golden Globe Awards
L’83esima edizione dei Golden Globes, tenutasi al Beverly Hilton di Los Angeles, ha inaugurato la stagione dei premi suggerendo che nel 2026 il trend del quiet luxury verrà definitivamente abbandonato. Dopo anni dominati dal rigore stilistico e dal minimalismo, abbiamo assistito a un ritorno in grande stile della teatralità, almeno in molti dei look protagonisti della serata: volumi scultorei e pezzi d’archivio provocanti hanno spazzato via la sobrietà.
Sebbene il colore dominante sia stato il nero, è stato presentato in una versione tutt’altro che banale. Teyana Taylor, premiata per “One Battle After Another”, ha lasciato tutti a bocca aperta in uno scultoreo Schiaparelli Haute Couture, giocando con ironia sul dettaglio del perizoma gioiello a vista. Anche Jenna Ortega ha confermato il suo status di musa goth-chic in un Dilara Findikoglu caratterizzato da tagli geometrici e un mantello di perline.
La vera sorpresa è stata Claire Danes in GapStudio, esempio di come il genio di Zac Posen possa trasformare una semplice pocket T-shirt bianca in un abito da passerella, interamente tempestato da un ricamo a pioggia di perline semi-opache.
Non da meno Jennifer Lawrence, che in Givenchy ha ridefinito il romanticismo moderno con un naked dress ricamato dall’aspetto etereo. Questa ricerca di una forte identità si è riflessa anche negli accessori, che hanno abbandonato ogni discrezione in favore dell’eccesso. Pietre monumentali hanno quasi rubato la scena agli abiti: dagli orecchini di Lorraine Schwartz da 75 carati di Kylie Jenner allo smeraldo grezzo di Tiffany & Co. scelto da Miley Cyrus. Protagonisti assoluti gli orecchini “cascade”, lunghissimi e perfetti per bilanciare gli abiti con spalle scoperte.
Anche gli uomini hanno osato, come dimostrato dalla spettacolare spilla a cascata di Boucheron sfoggiata da Colman Domingo. Il collier è stato onnipresente: se Cartier ha lasciato il segno vestendo Elle Fanning con il leggendario Pavocelle, non si può dire lo stesso di Hailee Steinfeld (in Prada), penalizzata dalla sproporzione del suo Repossi. Non tutte le audacie, infatti, sono state premiate.
La critica si è divisa su Jennifer Lopez: il suo abito d’archivio Jean Louis Scherrer è parso “troppo Las Vegas” per l’eleganza di Hollywood. Priyanka Chopra Jonas è apparsa sottotono in un Dior poco memorabile e persino Timothée Chalamet ha deluso le aspettative: il suo stile “urban-minimal” sta diventando una zona di comfort troppo sicura per un attore della sua caratura. Nonostante i flop, i Golden Globes 2026 ci dicono che la perfezione è noiosa. Le scelte estreme viste sul red carpet sembrano presagire il trend del momento: un ritorno all’estetica audace del 2016. Il pubblico e la critica sembrano premiare chi rischia, preferendo un errore di stile a una scelta banale.
La moda è tornata a essere spettacolo, e noi non potremmo esserne più felici.

