La nuova impresa di Zahami: «Pronto a “conquistare” anche la Namibia»

Il personal trainer piacentino dal 16 agosto sarà nel deserto: 250 chilometri in sei tappe

Marcello Tassi
Marcello Tassi
|1 ora fa
Zahami con in spalla lo zaino che porterà in Namibia ©Foto Di Silvestro
Zahami con in spalla lo zaino che porterà in Namibia ©Foto Di Silvestro
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Le medaglie raccontano il viaggio prima ancora delle parole. Alle pareti della sua palestra di via Romagnosi brillano i ricordi di imprese che attraversano il mondo: il deserto di Atacama in Cile, le dune del Sahara in Marocco, il Gobi in Mongolia, la Patagonia argentina. Accanto, le bandiere dei Paesi "conquistati" a forza di chilometri. Tra qualche settimana se ne aggiungerà un'altra. Simone Zahami, 58 anni, personal trainer piacentino, è ormai agli ultimi allenamenti prima della partenza per una nuova sfida estrema: dal 16 al 22 agosto sarà tra i soli tre italiani al via della Namibia Race, ultramaratona a tappe di 250 chilometri nel deserto africano.
Lo incontriamo mentre rifinisce la preparazione. Ogni dettaglio è ormai studiato: gli ultimi lavori in palestra, le uscite di corsa, il controllo dell'attrezzatura. Sul pavimento è già pronto il fedele zaino che lo accompagnerà per sei giorni, con tutto il necessario per sopravvivere in autosufficienza alimentare. Otto chili da portare sulle spalle tra viveri, sacco a pelo, materiale obbligatorio e attrezzatura tecnica.
«Continuo a correre perché sento il bisogno di mettermi alla prova. Il mio obiettivo non è battere gli altri, ma migliorare me stesso. Ogni gara mi insegna qualcosa e mi spinge ad andare un po' più in là rispetto alla precedente». È questa ricerca continua del proprio limite il motore che, da anni, porta Zahami nei luoghi più estremi del pianeta.
«La Namibia – racconta – sarà la mia nona ultramaratona a tappe. Sei frazioni, per un totale di 250 chilometri e circa 2.400 metri di dislivello, da affrontare in completa autosufficienza alimentare. L'organizzazione fornirà soltanto l'acqua. La quinta tappa sarà la più impegnativa: 80 chilometri consecutivi con un tempo massimo di 30 ore. Di giorno il termometro potrà toccare i 40 gradi, mentre di notte precipiterà fino a 0-5 gradi. La difficoltà maggiore – aggiunge sorridendo – sarà proprio l'insieme di tutti gli elementi: il caldo, il freddo, la sabbia, le dune e lo zaino sulle spalle. Correre con quel peso cambia completamente la biomeccanica della corsa. Per questo serve una preparazione di un anno, non soltanto correndo ma anche lavorando molto sulla forza in palestra».
«La Namibia Race riunirà circa 400 concorrenti provenienti da 35 nazioni. Il percorso attraverserà gli spettacolari parchi del Namib-Naukluft e del Dorob National Park, alternando dune, spiagge, tratti rocciosi, distese saline e letti di fiumi che, a seconda delle piogge, potrebbero essere ancora colmi d'acqua. Il mio equipaggiamento, oltre al cibo liofilizzato, comprende anche un piccolo tappetino gonfiabile per isolarsi dal terreno durante il riposo, oltre alle scarpe modificate con speciali ghette che impediranno alla sabbia di entrare. Ogni dettaglio può fare la differenza quando si vive una settimana al limite».
Per Zahami, però, la vera sfida non si misura con il cronometro. «L'età non è mai stata un limite. Anzi, è uno stimolo. Finché avrò la possibilità di partire, continuerò a cercare nuove sfide». Tra pochi giorni il suo zaino tornerà sulle spalle. Davanti, questa volta, ci sarà l'immenso deserto della Namibia. E un altro orizzonte da raggiungere, un passo dopo l'altro.